Gargano

Viaggio nel Gargano

Posted on 11th febbraio 2012 in Viaggi

Il Gargano, noto anche come Sperone d’Italia è una subregione dell’Italia che coincide con l’omonimo promontorio montuoso che si estende nella parte settentrionale della Puglia e corrisponde alla parte orientale della Provincia di Foggia. È interamente circondato dal Mare Adriatico, tranne ad ovest, dove confina con il Tavoliere.
È tra i principali poli turistici della Regione Puglia. Nel suo territorio è ricompreso il Parco Nazionale del Gargano.

Il Parco Nazionale del Gargano, una delle aree protette più estese d’Italia grazie a una superficie di più di 118.000 ettari, rappresenta una vera oasi biologica, grazie alla straordinaria biodiversità che raccoglie. Del Parco fanno parte anche lo scrigno naturalistico delle Isole Tremiti, oltre ai comuni di Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Serracapriola, Vico del Gargano, Vieste. Immerso in un territorio che offre un campionario di paesaggi e habitat quanto mai variegato, che va dalle alte coste rocciose agli altipiani carsici, dalle gole strette e boscose ai laghi costieri, offre una ricchezza straordinaria per la pluralità di specie faunistiche e floreali. Si contano oltre 2200 specie, che rappresentano il 35% circa del patrimonio floreale nazionale. Straordinario è il patrimonio raccolto dalla Foresta Umbra. La Foresta, il famoso Nemus Garganicum citato da molti poeti, fu chiamata “Umbra” perchè è talmente folta che i raggi solari difficilmente vi penetrano. Vera oasi della natura, racchiude una estreme varietà di specie vegetali e animali. Da un punto di vista vegetale di straordinario interesse botanico sono le faggete, ricche di esemplari plurisecolari, che si trovano a quote estremamente basse rispetto alla media (circa 300 metri s.l.m.), le pinete di Pino d’ Aleppo, anch’ esse ricche di esemplari ultracentenari, il Cerro, il Leccio, l’Acero campestre, l’Orniello, il Carpino, l’Acero opalo, l’ Acero Montano, il Farnetto, l’Olmo montano, l’Olmo campestre, il Tiglio e i Tassi, la cui popolazione è la più importante del sud-italia. Da un punto di vista faunistico segnaliamo Il Capriolo, il Picchio dalmatino, il Gatto selvatico, il Gufo Reale.

Il sottobosco è ricchissimo di fiori. Famosissime sono le Orchidee, presenti con una varietà di specie e sottospecie straordinaria: in effetti il Gargano ne è la zona più ricca d’ Europa e del Mediterrnaneo. Ai piedi dei monti la vegetazione cambia volto con il predominare della steppa, ricca di fichi d’india, euforbie, iris, in cui cresce un fungo molto particolare, ovvero il “Pleurotus eringi”.

Come già detto, tra le specie animali segnaliamo senz’ altro il capriolo garganico, uno dei simboli del parco, e che rappresenta uno dei pochi nuclei autoctoni dell’ intero territorio nazionale. All’ interno del Parco vive soprattutto nella Foresta Umbra e si distingue dalle altre popolazioni europee soprattutto per le dimensioni ridotte, oltre che per la colorazione del pelame e della fronte.

Tra i mammiferi ci sono da segnalare le popolazioni di cinghiale, daino, donnola, faina, gatto selvatico, riccio, talpa, lepre. E’ purtroppo estinta la foca monaca, che fino a qualche decennio fa era presente nelle grotte delle Isole Tremiti (a tal proposito famosissima è sull’ Arcipelago la grotta del Bue Marino). C’è inoltre da segnalare la straordinaria presenza di uccelli: nel Parco nidificano oltre 150 specie di uccelli su 240 circa nidificanti in Italia. Famosa è la popolazione di picchi con ben 5 specie presenti: verde, rosso maggiore, minore, mezzano e dorso bianco.

Tra i rapaci ricordiamo il falco pellegrino e lo sparviero, oltre ai numerosi rapaci notturni. Nelle zone umide invece molta importanza assumono le specie legate all’ ambiente acquatico, come l’ Airone rosso e le oche selvatiche. Nelle zone acquitrinose, infine, si segnalano anche molte specie di rettili e anfibi, quali la tartaruga terrestre e palustre, rana verde e dalmatina.

Storia

Il Gargano è stato al centro di un processo evolutivo e culturale fra i più proficui dell’Europa occidentale, come dimostrato dalla diffusa presenza dell’uomo paleolitico (Grotta Paglicci, grotta Tegliacantoni, Defensola, Foce Romondato, Grotta spagnoli). La Grotta Paglicci, situata a Rignano Garganico, rappresenta in particolare un caposaldo per lo studio della civiltà paleolitica in Europa, per la varietà degli strati archeologici (reperti su flora, fauna e condizioni dell’uomo preistorico), che per la presenza delle più antiche pitture rupestri, rinvenute finora in Italia.
Al difficile e graduale passaggio dal Paleolitico all’Eneolitico e Neolitico è ricollegabile il ritrovamento di forme di vita e di economia dette “di transizione” (sito di “Coppa Nevigata”, Manfredonia, Grotta di Manacore, Macchia di Mare a San Menaio), fra le due epoche; così come la nascita dei “villaggi trincerati” garganici, importanti nel processo di civilizzazione del Neolitico dauno.
I numerosi insediamenti neolitici del Gargano erano collegati fra di loro e con la civiltà appenninica, con il mondo egeo da una fitta rete di rapporti commerciali e culturali, dimostrati dai ritrovamenti di vasellame e ceramica nonché dalla diffusione del commercio dell’industria della selce.

La presenza dei Dauni in terra garganica è testimoniata dal ritrovamento di numerose stele. La necropoli di Monte Saraceno dell’età del Ferro, con le sue 400 tombe, sarebbe uno dei primi insediamenti liburnici esistenti sulle sponde lagunari del Gargano.
Durante il periodo di massimo sviluppo della civiltà dauna, caratterizzata da un mondo religioso ricchissimo di culti e da una fiorente cultura artistica, ebbe inizio la colonizzazione greca che sostituì i propri costumi a quelli fino ad allora tramandati.
Il Gargano entra nell’ambito della civiltà romana nella seconda metà del IV secolo a.C., quando, nella lotta contro i Sanniti, le città daune appoggiarono Roma. Durante il periodo romano il Gargano si arricchirà di numerose città come Arpi e Siponto, importanti per cultura e sviluppo economico (dovuto in parte al commercio marittimo e alla posizione di ponte fra occidente e oriente), che saranno i futuri insediamenti medievali garganici.

Il Gargano fu particolarmente colpito durante la guerra bizantino-gotica (535 – 553), voluta dall’Imperatore d’Oriente Giustiniano per riconquistare le terre occidentali un tempo appartenute a Roma. La guerra apporterà rovine e distruzioni nei centri dauni, depauperando l’economia e evidenziando una perdita di autorità dell’amministrazione romana che permetterà l’affermazione del Cristianesimo.

D’altro canto i centri garganici erano già diocesi, veri e propri centri della rinascita spirituale e civile delle città romane, ma a testimoniare il rapido diffondersi della nuova religione sono anche i numerosi complessi paleocristiani sparsi un po’ ovunque nel territorio garganico.

Nella primavera del 663 il Basileus Costante II Eraclio sbarcato a Taranto con una flotta, conquistò tutta la Puglia, fino al Gargano. Tornato l’Imperatore a Costantinopoli, i Longobardi ripresero la lotta, prima col duca Grimoaldo, e poi con il di lui figlio Garibaldo, che nel 686 riconquistò Taranto e Brindisi. Intanto i Longobardi, sebbene ad oggi non si conoscano i modi e i tempi, conquistarono il Gargano ed il Bruttium settentrionali con incursioni anche più a sud come lascia intendere l’epistolario di papa Gregorio Magno.

Durante il Medioevo, il collegamento fra Benevento, sede del ducato, e il Gargano, sede del culto micaelico, rimarrà una delle costanti principali e favorirà lo sviluppo religioso ed economico dei centri garganici, specie quelli situati sulla direttrice viaria che prenderà, nel corso del XX secolo, la denominazione di Via Sacra Langobardorum e che conduceva in Terra Santa.

La riconquista del Gargano da parte dell’impero bizantino tra il IX e il X secolo, oltre alle scorrerie dei Saraceni e degli Slavi lungo le coste, favorirà il sorgere di una vera e propria civiltà rupestre, testimoniata dalla nascita di numerosi villaggi sparsi ed evidente nei centri storici di Peschici (Rione delle Grotte), di Vico del Gargano (Rioni Casale, Civita e Terra) e di Monte Sant’Angelo (Rione Junno), caratterizzati, a livello urbanistico, da una architettura “spontanea”, le cui origini sono rintracciabili in quella che è stata l’evoluzione architettonica che si affacciava sul Mediterraneo.
Durante l’XI secolo il dominio bizantino sarà più stabile e accompagnato da processo complessivo di grecizzazione delle strutture politiche, amministrative, religiose e culturali, e, in parte, da una ripresa sociale ed economica dei centri urbani, soprattutto quelli costieri.
Già a partire da questo periodo si affermeranno, per poi svilupparsi nel XIII secolo, i germi di una nuova stagione politica caratterizzata dalla formazione di un ceto urbano più influente unito ad una ripresa di autorità dei vescovati, che porterà fra l’altro, alla costruzione o ricostruzione di numerose chiese e cattedrali.

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Toronto ON Canada at sunset Nov 2010

Viaggiare a Toronto, in Canada

Posted on 16th gennaio 2012 in Viaggi

Toronto è una città dell’estremo Sud-Est del Canada, capoluogo della provincia dell’Ontario e centro più popoloso del Canada con i suoi 4.203.281 abitanti (6.500.000 nell’area metropolitana).

Informazioni sulla città

Motore economico del Canada, Toronto è, assieme a Montréal, la città del paese nordamericano più conosciuta nel mondo. Caratteristica della città è quella di essere una delle più multiculturali nel mondo, con circa il 36% degli abitanti di origine non europea. Per dare un’idea della varietà delle lingue parlate basti pensare che il 911 (numero telefonico di emergenza) di Toronto è attrezzato per rispondere in oltre 150 lingue.

Certamente una delle più grandi comunità è costituita dagli italiani che hanno dato un enorme contributo allo sviluppo di questo paese. Si stima che le persone di origine italiana residenti a Toronto siano superiori a 500.000. Il primo quartiere dove si insediarono gli italiani fu quello di College, successivamente si spostarono a Saint Clair denominata dal 1988 col nome aggiuntivo Corso Italia.

Toronto ha circa 240 quartieri all’interno dei suoi confini, raggruppati in sei sobborghi: Old Toronto, East York, Etobicoke, Scarborough, North York e York (dove si trova anche il quartiere di Weston).

Architettura

CN Tower

Una delle principali attrazioni turistiche di Toronto è senza dubbio la Canadian National Tower o CN Tower che, coi suoi 553,3 m, è stata la torre più alta del mondo per ben 31 anni, fino al settembre 2007, quando è stata sorpassata dal grattacielo Burj Khalifa (poi completato nel gennaio 2010). La CN Tower fu costruita tra il 1973ed il 1976 per ordine della più importante compagnia televisiva canadese, la CBC, che necessitava di una nuova torre per le trasmissioni. La compagnia trovò uno sponsor per la costruzione nella società statale che gestiva, e gestisce tuttora, la rete ferroviaria, cioè la CN che possedeva i terreni dove oggi sorge la torre; per questo motivo è nota al mondo con il nome di CN Tower.

L’imponente edificio di forma slanciata verso il cielo ha diverse piattaforme panoramiche per l’osservazione della città e del lago Ontario raggruppate in due settori “abitabili” dell’edificio. La prima piattaforma panoramica chiamata “Look Out Level”, alta 346 m (più della Torre Eiffel), è raggiungibile tramite un ascensore panoramico ultrarapido. Da qui, oltre che osservare il panorama, salendo di un piano è possibile mangiare nel più alto ristorante girevole del mondo oppure, scendendo di un piano, testare il proprio coraggio passeggiando sul pavimento di vetro a 342 m da terra. La seconda e più alta piattaforma panoramica chiamata “Sky Pod” detiene il record di altezza a livello mondiale ed è posta a 447 m d’altezza che corrispondono a ben 147 piani.

Rogers Center

Un’altra attrazione di Toronto è l’avveniristico stadio originariamente chiamato Sky Dome per la sua copertura apribile e ribattezzato Rogers Centre in seguito all’acquisto dello stesso da parte della Rogers Communications, già proprietaria dei Blue Jays, la squadra di baseball della città. Esso è posto non lontano dalle sponde del lago Ontario, ai piedi della mastodontica CN Tower. Questo stadio con tetto a cupola semovente è lo stadio apribile più grande del mondo e il peso del tetto raggiunge le 12.000 tonnellate.

Questo stadio è stato teatro di epiche imprese tra le squadre locali e le franchigie statunitensi e canadesi. Inoltre al suo interno si svolgono concerti, mostre, esposizioni. Il Rogers Centre ha ospitato diversi eventi internazionali fra i quali lo show di punta della World Wrestling Entertainment, e precisamente la WrestleMania 6 il 1 aprile del1990 e la diciottesima edizione il 17 marzo 2002 stabilendo in questa occasione il record di spettatori paganti, pari a 68.237 persone, ma anche partite di calcio come Italia-Serbia e Montenegro del giugno 2005. Nel complesso dello stadio è presente anche un lussuoso albergo.

Altri centri di interesse

  • Casa Loma: costruita nel 1911 su progetto dell’architetto canadese Edward James Lennox(1854-1933).
  • La Union Station, (centro intermodale con stazione ferroviaria e metropolitana) la principale stazione ferroviaria della città, la cui costruzione cominciò nel 1913 e si concluse con l’inaugurazione del 6 agosto 1926, e dal 1954 anche della metropolitana. Sul piazzale antistante vi è il Monumento al Multiculturalismo di Francesco Perilli, scultore italiano di Nereto(Teramo).
  • Toronto City Hall, il municipio della città di Toronto fu aperto nel 1965. Il complesso, che occupa un’area di 5 ettari, compresa la Nathan Phillips Square (la grande piazza), fu progettato dall’architetto finlandese Viljo Revell. Il complesso è composto dalle due torri degli uffici, di diversa altezza ed a pianta a forma di “C”, e dalla sala consiliare a pianta circolare con la copertura a cupola ribassata che le conferisce la forma di un’ostrica.
  • Toronto-Dominion Centre, (1967-1974) sede della omonima banca, su progetto dell’architettoLudwig Mies Van der Rohe è composto da 5 grattacieli di cui la torre più alta di 51 piani è il più alto edificio progettato dal maestro dell’International Style.
  • First Canadian Place, (1975) opera dello studio Edward Durell Stone and Associates (AON Center di Chicago) in collaborazione con i torontoniani Bregman + Hamann Architects è, con i suoi 72 piani, il grattacielo più alto del Canada (298 m, 355m compresa l’antenna) ed è anche l’edificio con più marmo bianco di Carrara al mondo grazie ai migliaia pannelli che lo rivestono (600 t per piano).
  • Brookfield Place (ex BCE Place)(1991) è un complesso di grattacieli, costruito in diversi periodi. Alla realizzazione delle varie torri ed edifici di vario genere ha lavorato, in particolare per la Bay Wellington Tower (grattacielo di 47 piani, ultimato nel 1990), lo studio Bregman + Hamann Architects, mentre gli stessi architetti, in collaborazione con lo studio statunitenseSkidmore, Owings & Merrill hanno progettato l’altra torre, la TD Canada Trust Tower. Nel complesso vi è anche la Hockey Hall of Fame (Museo dell’hockey su ghiaccio) ed infine laAllen Lambert Galleria progettata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

Il festival di Toronto

Aperitivi con gli attori sul palcoscenico, piatti bio in castelli in stile medievale e degustazioni tra le collezioni del museo AGO, progettato da Frank Gehry. Dal 27 gennaio la capitale dell’Ontario mette in tavola la sua anima multietnica per il festival enogastronomico Winterlicious.

Il suo nome è tutto un programma: Winterlicious. Che sarebbe come dire, le Delizie dell’Inverno.

Il Festival si svolge a Toronto, Canada, dal 27 gennaio al 9 febbraio. Per due settimane 175 tra ristoranti e locali di ogni genere proporranno workshop e menu a prezzi fissi e “calmierati” (per un pranzo si parte da 10 euro e per una cena da 18 euro a testa).

L’obiettivo è di offrire tour enogastronomici nelle diverse cucine del mondo, abbordabili a tutte le tasche. Ma non solo.
Interessanti ed economici, in questo periodo di bassa stagione, sono anche le proposte degli operatori italiani, che riescono a offrire una settimana a Toronto con pernottamento e volo andata e ritorno dall’Italia a meno di mille euro a testa.

gni inverno, puntualmente, la capitale dell’Ontario riprende la tradizione proponendo una serie di iniziative per celebrare il cibo della stagione fredda attraverso le cucine mondiali declinate dai più famosi chefCentosettantacinque location di diversa provenienza, dal cinese alla pizzeria, dal fusion elegante al bistrot fino almuseo d’arte e alle scuole di cucina organizzano per questo periodo numerosi eventi legati al cibo con degustazioni di tre portate che si rifanno alle tradizioni di tutte le etnie e culture presenti in città. Oltre al palato, verrà appagata anche la mente con approfondimenti e workshop su curiosità e usi locali, sull’origine e la preparazione delle ricette.
Tra la lunghissima lista delle proposte (acquistabili anche online su www.seetorontonow.com
www.toronto.ca ) se ne segnalano alcune “imperdibili”:

Friends of the Sea: A Flavourful & Sustainable Fish Menu (27-28/01,1-4, 8-9/02): ovvero, come non rinunciare a preparare un succulento pranzo di mare rispettando l’equilibrio e le possibilità di Madre Terra. Lo chef del Calphalon Culinary Center’s Red Seal vi insegnerà a esaltare il palato in modo sostenibile. Oltre a regalarvi un libro in ricordo dell’esperienza per continuare a ispirare le creazioni ai fornelli, “The Oceanwise Cookbook”.
Sure Thing! (28-31/01, 1-3, 5-7, 9/02): una serata tra cibo e teatro con lo chef Simon Kattar. Durante la cena, la messinscena delle short pieces del drammaturgo David Ives culminanti con la divertente Sure Thing!’, ambientata proprio in un ristorante.

Lavorare a Toronto

Mettiamo che vogliate fare un’esperienza temporanea. Se siete giornalisti (o aspiranti tali) potete provare con il Corriere Canadese, che ha un accordo con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, per cui il periodo trascorso li’ vale come praticantato. Potete scrivere un’email a Elena Caprile, il direttore responsabile.

Il Corriere, essendo un quotidiano in italiano, puo’ richiedere lavoratori che abbiano fatto esperienza in Italia. Qui, in Canada, anche se ci sono molti italiani e’ molto difficile che parlino e scrivano perfettamente in italiano.

Ci sono anche altri media nella nostra lingua, radio e televisione, ma scordatevi un permesso di lavoro, tutt’al piu’ potete tentare di fare uno stage (non pagato, anche se sicuramente divertente). Li’ potreste tentare con un lavoro fisso solo se avete gia’ lo status di landed immigrant.

Se non siete giornalisti, non saprei. Potete sempre farvi un viaggetto a Toronto e chiedere in giro, magari cominciando un lavoretto in qualche ristorante italiano o azienda italiana (costruzioni, per esempio, o abbigliamento). Hai intenzione di vivere qualche anno a Toronto? Allora questo articolo fa al caso tuo, come lavorare a Toronto, in Canada.

Altre informazioni utili

Sempre per orientarti, prova a visualizzare il fuso orario rispetto all’Italia.

Ivano ha realizzato questo bellissimo reportage fotografico su Toronto.

Hotel Toronto

Delta Chelsea
www.deltahotels.com
33 Gerrard Street West
Toronto, ON
(416) 595-1975

Sheraton Centre Toronto Hotel
www.sheratontoronto.com
123 Queen Street West
Toronto, ON
(416) 361-1000

Metropolitan Hotel Toronto
www.metropolitan.com
108 Chestnut Street
Toronto, ON
(416) 977-5000

InterContinental Toronto Centre
www.torontocentre.intercontinental.com
225 Front Street West
Toronto, ON
(800) 422-7969

Hilton Toronto
www1.hilton.com
145 Richmond Street West
Toronto, ON
(416) 869-3456

Hyatt Regency Toronto
torontoregency.hyatt.com
370 King Street West
Toronto, ON
(416) 343-1234

SoHo Met Hotel
soho.metropolitan.com
318 Wellington Street West
Toronto, ON
(416) 599-8800

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Oktoberfest 2011

Posted on 16th settembre 2011 in Viaggi

Monaco di Baviera. Dal 17 settembre al 3 ottobre la tradizionale baccanale della birra, nata per celebrare re Ludwig. I prezzi sempre più cari non fermeranno gli appassionati. La guida pratica.

L’Oktoberfest è un evento conosciuto in tutto il mondo e si svolge a Monaco di Baviera tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre, su tre week-end, per la durata complessiva di 2 settimane. La tradizione di questa grande e famosissima festa popolare di Monaco di Baviera risale al 1810 ed è meta ogni anno di 6 milioni di visitatori.

I pittoreschi carri delle grandi birrerie provano la loro sfilata con cavalli addobbati a festa e cocchieri in grande uniforme. Le bionde bavaresi hanno ordinato e ricevuto il nuovo Dirndl, l’abito tradizionale per i giorni di baccanale, gli uomini provano i loro Lederhosen (calzoni corti di cuoio) e il Trachten, camicia cappello piumato e giacca corti. Ci siamo, ancora una volta: duecentouno anni dopo la sua invenzione (fu creata per far festeggiare anche i sudditi in occasione del matrimonio reale tra Ludwig e Therese nel 1810), la Oktoberfest torna a far impazzire di voglia di gioia e di orgia pagana Monaco, la Baviera, tutta la Germania e l’Europa intera, e attende come sempre visitatori a frotte anche da America, Giappone e Cina. Vi interessa andarci? Proviamo a descriverla, e soprattutto a darvi qui online un po’di utili consigli.

La Oktoberfest è appunto un’enorme festa-baccanale pagano nel cuore della Baviera cattolica e tecnoconservatrice. Per sedici giorni, quest’anno da sabato 17 fino al 3 ottobre, ci si diverte, si dimentica l’operosa efficienza della Monaco patria di Bmw, Siemens, Allianz e altri giganti dell’economia mondiale. Si beve, si canta nelle Bierzelten, s’intrecciano mille flirt e incontri amorosi d’una notte e d’una vita. E si deve ovviamente anche restare attenti ai problemi e alle insidie d’ogni mega-orgia del genere: scippatori, borseggiatori, ubriachi violenti. La polizia bavarese spesso si fa accompagnare nelle pattuglie da colleghi di paesi vicini i cui cittadini sono numerosi all’Oktoberfest, come ad esempio da Carabinieri italiani.

Se v’interessa andare a Monaco e partecipare alla Oktoberfest, sappiate subito che dovete sbrigarvi. I collegamenti con la splendida capitale bavarese sono ottimi, specie quelli aerei dato che l’aeroporto Franz Josef Strauss international (intitolato al leader conservatore del dopoguerra) è ritenuto il migliore in Europa ed è raggiunto con voli Lufthansa, Air Dolomiti, Alitalia, Aua, Easyjet o da molte altre compagnie che lo collegano a moltissime città italiane. Semmai è comunque meglio prenotare in corsa visto che da tutto il mondo milioni di amanti della birra, di orge e baldorie corrono a Monaco: si attendono 6,5 milioni di visitatori.

Repubblica.it

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Francia vieta il velo integrale. Così lo shopping si trasferisce a Londra

Posted on 3rd agosto 2011 in Viaggi

La Francia vieta il burqa? Forse la nuova legge, entrata in vigore ad aprile, gioverà alla popolarità di Sarko e rafforzerà l’identità nazionale, ma di certo non fa bene alle casse delle boutique parigine.

Da quando infatti il divieto di indossare il velo integrale in pubblico è entrato in vigore nella capitale francese, le ricche signore dei paesi del golfo persico in vacanza in Europa stanno modificando le mete dei loro shopping tour. Niente più acquisti folli sugli Champs-E’lysées, niente più soste dai gioiellieri di Place Vendôme: le dame in nero ora scelgono Londra.

no velo Francia vieta il velo integrale. Così lo shopping si trasferisce a LondraIn gruppo, a volte con tate e bambini a seguito e senza il timore di violare la legge, passeggiano per Oxford Street, esplorano i mercatini di Portobello, spendono e spandono negli empori del lusso. A confermare il fenomeno i dati apparsi qualche giorno fa su uno dei tabloid più popolari del Regno Unito, il Daily Mail.

Da Liberty, il grande magazzino fine ottocento che piace per il suo stile iper british, nel 2011 gli acquirenti internazionali sono aumentati del 45 per cento, e molti provengono da paesi musulmani. Selfridges, la cui sede londinese è la più grande dopo gli Harrods, negli ultimi mesi registra un trend di crescita di visitatori stranieri del 40% in più rispetto al 2010. E il trend è in crescita: in luglio il flusso dei turisti provenienti dai paesi arabi ha raggiunto il culmine. Le vendite per i negozi londinesi a fine stagione estiva potrebbero sfiorare i duecento milioni di sterline.

Anche dal vicino Belgio, presto, potrebbe sbarcare nel Regno Unito un nuovo flusso di compratori. Seguendo l’esempio francese, fiamminghi e valloni ha approvato una legge anti-burqa il 23 luglio scorso. E anche se Bruxelles non è meta di shopping di lusso come Parigi, c’è da scommettere che le famiglie arabe diserteranno i suoi antiquari e le sue cioccolaterie.

Espresso

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Case di lusso, prezzi alle stelle a Londra

Posted on 3rd agosto 2011 in Prezzi, Viaggi

I prezzi degli immobili residenziali di lusso hanno registrato dei sensibili incrementi a Londra, con una crescita record nel mese di giugno. Questa tendenza al rialzo è il frutto della corsa all’accaparramento di molti buyers internazionali.

Un numero sempre più rilevante di cittadini stranieri sta approfittando della sterlina debole per acquistare nella capitale inglese, spingendo verso l’alto i prezzi delle proprietà immobiliari. Secondo i rapporti di Knight Frank il prezzo medio di una casa in posti come Mayfair e Belgravia è cresciuto dell’8.1% nel mese scorso rispetto allo stesso periodo del 2010.

case lusso londra Case di lusso, prezzi alle stelle a LondraLe ultime stime riguardanti Londra, evidenziate dalla società di consulenza per il mercato immobiliare Knight Frank LLP, mostrano come nella capitale del Regno Unito si sia registrata una crescita dei prezzi per gli immobili più prestigiosi che ha raggiunto valori record nel corso del mese di Maggio.

Sarà la debolezza della Sterlina, sarà che il comparto degli immobili sta mostrando segni di ripresa, ma rimane il fatto che attualmente acquistare una casa di lusso a London rappresenta un investimento non da tutti.

I valori commerciali registrati in media di appartamenti e ville dal costo medio di sei milioni di Dollari sono aumentati di 1,4 punti percentuali a Maggio, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e rispetto anche all’Aprile scorso, con un aumento in quest’ordine di grandezza di un punto percentuale.

Secondo gli esperti questo sarebbe il settimo aumento mensile consecutivo, a testimoniare il buon momento degli investitori, che hanno aperto ormai mesi fa un trend attualmente ancora “in vita”.

Un mercato fortemente europeo

Ad attrarre i compratori esteri, oltre al tasso di cambio favorevole, anche la percezione che Londra possa rappresentare un luogo sicuro per proteggere i beni dalla instabilità politica ed economica dei paesi d’origine. I flussi di acquisto giungono infatti in misura significativa dai ricchi di zone calde del mondo. La valutazione statistica, oltre che ai due quartieri già citati, si aggancia ai prezzi delle zone di St John’s Wood, Regent’s Park, Kensington, Notting Hill, Chelsea, Knightsbridge e South Bank.

Via | Whathouse.co.uk e deluxeblog.it

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