Oggi udienza del processo Mediatrade, atteso Berlusconi

Posted on 2nd maggio 2011 in News

(TMNews) – Sull’agenda del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al momento non ci sono altri appuntamenti fissati per questa mattina alle dieci, eccetto quello dell’udienza preliminare Mediatrade. Come conferma Piero Longo, che con l’avvocato Niccolò Ghedini rappresenta il collegio difensivo del premier, oggi Berlusconi, salvo naturalmente impegni istituzionali che potrebbero presentarsi all’ultimo momento, si presenterà nella stanza del gup Maria Vicidomini. Lì proseguirà l’udienza relativa a presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi in cui è accusato di appropriazione indebita (fino al 2006) e frode fiscale (fino al 2009).

A Palazzo di Giustizia di Milano intanto tutto è pronto per il suo arrivo. Dalle otto, orario di apertura dell’ingresso, il settimo piano sarà blindato, l’accesso al cortile e al montacarichi bloccato. Gli accorgimenti saranno identici a quelli che erano stati previsti in occasione dell’ultimo arrivo del premier.

Silvio Berlusconi infatti aveva partecipato all’udienza dedicata alle eccezioni sulla costituzione delle parti il 28 marzo scorso. Per un impegno in Tunisia relativo all’emergenza immigrati è stato invece assente il 4 aprile, quando si è tenuta la requisitoria. Per tre ore, quel giorno, il pubblico ministero Fabio De Pasquale, con il collega Sergio Spadaro, ha spiegato al gup i motivi per cui chiede di mandare a processo il premier e gli altri 11 imputati tra i quali il figlio Piersilvio e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri che rispondono solo di frode fiscale, in riferimento alla compravendita di diritti televisivi e cinematografici dalle major americane.

Oggi l’udienza sarà dedicata agli interventi delle difese. In particolare dovrebbe parlare la difesa di quello che, secondo l’accusa, sarebbe stato il socio occulto di Berlusconi: il produttore americano di origine egiziana Frank Agrama.

Gli inquirenti sono convinti che sarebbe stato utilizzato un sistema di frode per gonfiare i prezzi dei diritti televisivi. Secondo quanto ricostruito dall’accusa il denaro sarebbe poi transitato su societa di comodo riconducibili ad Agrama, considerato dalla procura appunto, socio occulto del premier.

E’ previsto inoltre l’intervento del difensore del banchiere di Arner Bank Paolo Del Bue (accusato di riciclaggio). Le altre difese, compresa quella di Silvio Berlusconi, dovrebbero parlare il prossimo 30 maggio anche se già si prevede che non basterà un solo giorno per esaurire gli interventi. E’ probabile che al calendario fino ad ora stabilito verrà aggiunta un’altra data, sempre un lunedì.

Nel 2010 il contrasto dell’evasione porta all’erario 10,6 miliardi di euro

Posted on 1st maggio 2011 in News

Un piano d’azione sempre più mirato e a misura di contribuente. E’ la strategia adottata dall’Agenzia delle Entrate, che ha consentito, nel 2010, di recuperare 10,6 miliardi di euro dall’attività di accertamento e di liquidazione delle dichiarazioni, 1,5 miliardi in più rispetto ai 9,1 incassati lo scorso anno.

Ai 10,6 miliardi vanno poi aggiunti 480 milioni di riscossioni da ruoli relativi a interessi di mora e maggiori rateazioni e 6,6 miliardi di minori compensazioni, risultato della stretta operata nei confronti di un istituto spesso, nel passato, applicato abusivamente.

A fare la differenza, banche dati affidabili, accurate analisi di rischio e, per quanto riguarda le persone fisiche, l’utilizzo del redditometro. Accertamenti e controlli, inoltre, pianificati ad hoc per grandi o piccole imprese e anche per gli enti non commerciali.

Proseguendo con i segni più, molto positivi, anzi quasi raddoppiati, i risultati raggiunti a seguito delle indagini fiscali realizzate dagli uffici Antifrode, grazie alle quali sono stati fatti emergere oltre 6,4 miliardi d’imponibile tra imposte sui redditi e Irap, quasi il doppio del 2009.

Successi anche per la task force Ucifi, occupata sul fronte delle indagini internazionali. Sotto la lente soprattutto le operazioni effettuate con i Paesi black list. Emersi 7,6 mld di attività estere e trasferimenti non dichiarati nel modulo Rw.

Controlli stabili, ma l’imposta accertata sale del 6 per cento

erario 2010 Nel 2010 il contrasto dell’evasione porta all’erario 10,6 miliardi di euroDall’analisi dei numeri è questo il dato che salta agli occhi. La spiegazione è semplice, i controlli sono sempre più selettivi, grazie all’utilizzo e all’incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati a disposizione. Rispetto a una leggera flessione dei controlli svolti nel 2010 (705.580 contro i 711.932 del 2009), infatti, l’imposta accertata ha registrato un aumento di oltre il 6%, passando da 26.338 milioni a 27.849.

Più nel dettaglio, i controlli sulle piccole imprese e lavoratori autonomi hanno fatto rilevare, complessivamente, una maggiore imposta pari a 12.599 milioni di euro, 6.265 mln accertati alle medie attività, 5.490 milioni ai grandi contribuenti e, infine, 3.495 mln alle persone fisiche.

Senza rivali l’accertamento sintetico

L’accertamento sintetico è stato il vero protagonista dell’attività di controllo svolta dall’Agenzia delle Entrate nei confronti delle persone fisiche. Un sistema di verifica che confronta capacità contributiva dichiarata e tenore di vita sostenuto. Gli accertamenti sintetici nel 2010 sono stati 30.443 per una maggiore imposta accertata di oltre 500 milioni di euro, più 9% rispetto al 2009. Ma il dato che più sorprende è quello relativo alla definizione con adesione o acquiescenza. I procedimenti così conclusi sono aumentati del 50%, passando da 8.506 a 12.729. Primato, di conseguenza, anche per la relativa imposta accertata, che sale da 59 a 96 milioni di euro, un aumento del 63 per cento.

Ottimizzazione dei controlli = aumento versamenti diretti

Sempre più mirata l’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate nei confronti delle medie imprese. Situazioni fiscali al vaglio, lo scorso anno, per 15.524 aziende, nel 2009 erano state 7mila, meno della metà. Un’azione che ha determinato anche il raddoppio dei versamenti diretti: 569 milioni di euro incassati lo scorso anno, 234 quelli del 2009.

Gli accertamenti nei confronti dei grandi contribuenti confermano il trend positivo già registrato nel 2009. A riprova della strategia vincente adottata dall’Amministrazione, i 1.500 miliardi di euro riscossi, anche in questo settore, dai versamenti diretti.

Tempi duri per i “big” a cui non piace pagare le tasse. Nel 2009 sono stati in 1.667 ad aver contatti “forzati” con gli ispettori del fisco, nel 2010 sono saliti a 2.609.

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La Cassa ragionieri apre ai giovani dell’Albo Unico

Posted on 1st maggio 2011 in Economia, News

Il 28 aprile 2011 il ministero del Lavoro ha comunicato l’approvazione da parte dei ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia) di due delibere della Cassa Ragionieri datate il 10 aprile 2008.

La prima delibera prevede il regolamento per la prescrizione facoltativa nell’Ente dei tirocinanti commercialisti ed esperti contabili. La seconda, invece, estende a tutti i tirocinanti, su base volontaria, i trattamenti di tutela integrativa.

In pratica, gli aspiranti futuri commercialisti ed esperti contabili potranno decidere se porre già le basi di un precorso previdenziale.

Con due lettere (protocollo 24/VI/0007750 e 7751) recapitate ieri, il ministero del Lavoro ha comunicato la definitiva approvazione – da parte dei ministeri vigilanti (Lavoro, appunto, ed Economia) – delle due delibere con cui il 10 aprile 2008 la Cassa aveva varato il regolamento della preiscrizione per i tirocinanti e l’estensione a questi ultimi (su base volontaria) della polizza sanitaria integrativa (90 euro annui per coprire grandi interventi chirugici, eventi morbosi e cure oncologiche).
In pratica, gli aspiranti futuri commercialisti potranno decidere, in fase di tirocinio, cosa più gli conviene. Se porre già le basi di un percorso previdenziale preiscrivendosi e versando all’ente dei dottori commercialisti (tradizionalmente visto come l’approdo “naturale”) oppure se farlo alla Cassa ragionieri. Mentre per gli esperti contabili quest’ultimo diventa l’ente previdenziale di riferimento, dato che tuttora, in assenza di chiarimenti ministeriali sulla corretta distribuzione delle nuove leve (e dopo un tentativo di risolvere la questione con un emendamento in milleproroghe, poi sfumato), la Cassa dottori commercialisti non accetta la loro iscrizione.
Nelle sue missive, il ministero del Lavoro ricorda che la delibera dei ragionieri sull’iscrizione dei tirocinanti è stata impugnata al Tar Lazio da parte della Cassa dottori.

Ma, tenuto conto del fatto che nessuna istanza di sospensiva è stata formulata e soprattutto che non è ancora stata fissata l’udienza di merito, «ferme restando le eventuali conseguenze derivanti dai futuri esiti processuali, ritiene opportuno procedere ad approvare la delibera in questione». di concerto con il ministero dell’Economia (il cui parere, nella nota 51746, è datato, addirittura, 28 aprile 2008).

Player di pari grado ai dottori nell’Albo

Soddisfatto il presidente della Cassa ragionieri, Paolo Saltarelli, secondo il quale «con queste delibere siamo riconosciuti come un player di pari grado con l’ente dei dottori nell’ambito della previdenza della categoria riunita in Albo unico.

Inoltre, è un dato che solo la nostra Cassa oggi accoglie le iscrizioni degli esperti contabili. Infine, sebbene le delibere parlino solo di tirocinanti, sarebbe illogico pensare che se la preiscrizione serve ad allungare il periodo contributivo, poi, una volta abilitati, ci si debba trasferire ad altro ente».

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L’Ocse: l’Italia non sostiene le famiglie

Posted on 30th aprile 2011 in Economia, News

L’Italia, un Paese che sostiene poco le famiglie. Un giudizio duro che non viene dal Vaticano, e che non si basa su considerazioni di ordine morale, ma sul confronto dei dati relativi all’Italia e agli altri Paesi dell’Ocse.

Eccone alcuni, tratti dall’indagine “Doing better for Families”: circa l’88% dei bambini che vivono con un solo genitore disoccupato sono poveri, contro una media Ocse del 62%.

Il 79% dei bambini che vivono con due genitori disoccupati sono poveri: la media Ocse è del 50%. In entrambi i casi, evidentemente da parte dello Stato o degli enti locali degli altri Paesi Ocse ci sono sostegni economici maggiori, mentre le famiglie italiane sono abbandonate a se stesse.

E infatti l’Italia, ricorda l’Ocse, spende circa l’1,4% del Pil per le famiglie con bambini, contro una media del 2,2%.

In Italia la condizione delle lavoratrici madri è estremamente difficile, e infatti il tasso di occupazione femminile è al 48% contro una media Ocse del 59%.

Tra tassi di natalità e orari di lavoro

Il tasso di natalità d’altra parte è fermo a 1,4 figli. Il 24% delle donne italiane nate nel 1965 non ha avuto figli: in Francia, tanto per fare un confronto, solo il 10% delle donne nate nello stesso anno non ha avuto figli.

Contro le famiglie c’è anche la rigidità degli orari di lavoro, certifica ancora l’Ocse, ricordando che meno del 50% delle imprese con 10 o più dipendenti offre flessibilità ai propri dipendenti, mentre il 60% dei lavoratori dipendenti non è libero di variare il proprio orario di lavoro.

“In Italia c’è bisogno di più politiche per conciliare lavoro e famiglia”, conclude l’Ocse, sottolineando come il dilemma italiano “sta nel fatto che è molto difficile conciliare lavoro e figli ma, allo stesso tempo, un elevato tasso di di occupazione dei genitori è cruciale per ridurre il rischio di povertà infantile”.

Repubblica.it
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