Il Governo britannico è deciso a non farsi scappare l’occasione di diventare il primo al mondo a emettere bond islamici. Lo ha detto al «Financial Times» il sottosegretario al Tesoro Kitty Ussher, convinta che i benefici politici e finanziari dell’operazione superino abbondantemente gli svantaggi, in particolare sul piano dei costi. È dall’aprile dello scorso anno che Londra accarezza il progetto di emettere i cosiddetti Sukuk, obbligazioni che sono in linea con i precetti della Sharia. Ma finora vi erano reticenze sull’attuazione del progetto, dato che alcuni esperti del Tesoro pensano che i costi siano troppo elevati data la complessità dello stumento, che è strutturato in modo da non pagare interesse, secondo i precetti dell’Islam. La signora Usher ha detto al Ft che «il mercato dei Sukuk è molto importante e abbiamo intenzione di partecipare per aumentarne le dimensioni». Londra, che ha legami storici strettissimi con il Medio Oriente è decisa a non farsi scappare l’occasione per rubare una marcia a New York in un delicato momento di concorrenza tra la City e Wall Street che si trovano entrambe nella morsa della crisi del credito. Attualmente il 90% del mercato dei bond islamici è di circa 80 miliardi di dollari e la grandissima parte delle emissioni viene da Medio Oriente e Indonesia, che pesano per il 90% del totale.
[sole24ore.com]

























