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	<title>Economia e finanza universitas &#187; Hi-tech</title>
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	<description>la tua guida personale all'economia, la finanza, il trading online: il punto d'incontro tra impresa e università, teoria e pratica</description>
	<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 14:56:11 +0000</pubDate>
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		<title>Arrivano i video in alta definizione su Youtube</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 14:40:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli annunci dei giorni scorsi riguardanti Youtube e la prossima disponibilità di film completi regolarmente proposti dalle major di Hollywood avevano sollevato notevoli critiche riguardo la qualità di tali video.
Se per i normali video degli utenti la risoluzione standard di Youtube può anche essere sufficiente nessuno la riterrebbe accettabile per i filmati di tipo commerciale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli annunci dei giorni scorsi riguardanti Youtube e la prossima disponibilità di film completi regolarmente proposti dalle major di Hollywood avevano sollevato notevoli critiche riguardo la qualità di tali video.</p>
<p>Se per i normali video degli utenti la risoluzione standard di Youtube può anche essere sufficiente nessuno la riterrebbe accettabile per i filmati di tipo commerciale. Perché infatti si dovrebbero guardare dei film con la (insufficiente) qualità di Youtube?<br />
Le critiche sono, come spesso accade, state basate su l’idea che Youtube non stesse provvedendo in alcun modo, ma in realtà le cose sono ben diverse.</p>
<p>Il noto sito di video sharing sta infatti testando una piattaforma in grado di riprodurre in streaming filmati anche a 1.280 x 720 pixel, con opportuna compressione e banda necessaria non troppo elevata.<br />
Ad oggi molti dei video caricati sul sito che siano in origine almeno a 720p vengono convertiti in due diversi formati, il primo raggiungibile attraverso l’Url classico e il secondo al momento tenuto in parte “nascosto” da Youtube. Per accedervi è necessario aggiungere &amp;fmt=22 all’indirizzo.</p>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/annunci/" title="annunci" rel="tag">annunci</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/film/" title="film" rel="tag">film</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/hollywood/" title="hollywood" rel="tag">hollywood</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/riterrebbe/" title="riterrebbe" rel="tag">riterrebbe</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/guardare/" title="guardare" rel="tag">guardare</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/disponibilita/" title="disponibilità" rel="tag">disponibilità</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/dovrebbero/" title="dovrebbero" rel="tag">dovrebbero</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/perche/" title="perché" rel="tag">perché</a>
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		<title>Sigma acquista Foveon dopo 8 anni di collaborazione</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 14:37:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sigma era giunto a notorietà già ai tempi della pellicola, grazie ad una apprezzata produzione di ottiche universali a cui era seguita la realizzazione di una linea reflex analogica. Con il passaggio al digitale il brand ha sposato da subito la tecnologia di Foveon, implementata sia dalle D-slr che dalle compatte di pregio della casa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sigma era giunto a notorietà già ai tempi della pellicola, grazie ad una apprezzata produzione di ottiche universali a cui era seguita la realizzazione di una linea reflex analogica. Con il passaggio al digitale il brand ha sposato da subito la tecnologia di Foveon, implementata sia dalle D-slr che dalle compatte di pregio della casa. Ricordiamo che questo marchio produce dei sensori in grado di registrare i colori primari della luce sfruttandone la lunghezza d’onda, motivo per cui questi elementi sensibili sono composti da tre strati, ognuno dedicato ad un singolo colore R-G-B.</p>
<p>L’acquisizione di Foveon da parte di Sigma non solo porterà alla produzione di nuovi tipi di sensori basati su tale tecnologia, ma rafforzerà anche la sinergia tra le due divisioni dell’azienda, ovvero quella preposta alla produzione delle fotocamere e quelle preposta alla produzione delle lenti.</p>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/sposato/" title="sposato" rel="tag">sposato</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/acquisizione/" title="acquisizione" rel="tag">acquisizione</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/slr/" title="slr" rel="tag">slr</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/ottiche/" title="ottiche" rel="tag">ottiche</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/produce/" title="produce" rel="tag">produce</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/lunghezza/" title="lunghezza" rel="tag">lunghezza</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/news/" title="News" rel="tag">News</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/internet/" title="Internet" rel="tag">Internet</a>
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		<title>Windows Vista: risposte alle domande più comuni sulla distribuzione</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 14:39:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quali sono le differenze tra Windows Vista e Windows XP?
Windows Vista® è più protetto, più facile da distribuire e più semplice da gestire di Windows® XP. Ad esempio, Microsoft Windows Vista consente una più facile distribuzione degli account utente con restrizioni, anziché consentire a chiunque di accedere al proprio computer con privilegi di amministratore. Microsoft Windows Vista è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Quali sono le differenze tra Windows Vista e Windows XP?</h3>
<p>Windows Vista® è più protetto, più facile da distribuire e più semplice da gestire di Windows® XP. Ad esempio, Microsoft Windows Vista consente una più facile distribuzione degli account utente con restrizioni, anziché consentire a chiunque di accedere al proprio computer con privilegi di amministratore. Microsoft Windows Vista è stato progettato in modo da risultare più facile da distribuire di Windows XP. Il sistema operativo è suddiviso in moduli e l&#8217;installazione è basata sulla tecnologia di gestione delle immagini. Inoltre, Microsoft fornisce nuovi strumenti di distribuzione che consentono di semplificare lo sviluppo e la distribuzione delle immagini. L&#8217;esempio principale è Microsoft Deployment (in precedenza denominato Business Desktop Deployment), il Solution Accelerator di Microsoft che guida i clienti in tutte le fasi di un progetto di distribuzione. Microsoft Windows Vista è senza dubbio più facile e piacevole da utilizzare di Windows XP, grazie a funzionalità quale la nuova interfaccia utente Windows Aero™, programmi specializzati di esplorazione delle risorse e funzioni di ricerca potenziate. Inoltre, Microsoft Windows Vista è indipendente sia dall&#8217;<a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/hardware-hi-tech/">hardware</a> che dalla lingua e consente, quindi, alle organizzazioni con filiali sparse in tutto il mondo e diversi tipi di <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/hardware-hi-tech/">hardware</a> di gestire un&#8217;unica immagine di computer desktop per le piattaforme <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/hardware-hi-tech/">hardware</a> x32 e x64.</p>
<h3>Windows Vista è completo?</h3>
<p>Microsoft è impegnata nel continuo miglioramento di Microsoft Windows Vista e fornisce aggiornamenti per i driver dei dispositivi e la compatibilità delle applicazioni di produttori indipendenti di <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/hardware-hi-tech/">hardware</a> e <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/software-hi-tech/">software</a>. Microsoft inoltre continua a fornire aggiornamenti del sistema operativo, compresi gli aggiornamenti della protezione, tramite Windows Update, Area download e aggiornamenti rapidi privati. Microsoft Windows Vista Service Pack 1 è un ulteriore metodo utilizzato da Microsoft per distribuire aggiornamenti e miglioramenti ai clienti. Anche se Microsoft si sforza di aggiornare continuamente Microsoft Windows Vista, non sono previste nuove funzionalità di rilievo nel prossimo Service Pack.</p>
<h3>È necessario aspettare il rilascio di Service Pack 1?</h3>
<p>I clienti possono sfruttare tutti i vantaggi offerti da Microsoft Windows Vista valutando e distribuendo fin da subito il sistema operativo. Non è necessario aspettare il rilascio di Microsoft Windows Vista SP1, che contiene aggiornamenti già disponibili in Windows Update. Windows Vista consente maggiori produttività e mobilità rispetto alle versioni precedenti di Windows e contribuisce a ridurre il costo di proprietà. Gli utenti che stanno attualmente valutando e distribuendo Microsoft Windows Vista devono proseguire con la valutazione, i programmi pilota e la distribuzione sulle versioni RTM di Microsoft Windows Vista. Microsoft fornisce ai clienti gli strumenti e le informazioni necessarie per distribuire Microsoft Windows Vista e fornirà ulteriori istruzioni, strumenti e supporto per passare a Microsoft Windows Vista SP1, non appena questo verrà rilasciato.</p>
<p>I clienti che stanno iniziando a valutare Microsoft Windows Vista devono preferibilmente pianificare un programma pilota basato sulla versione originale e passare in seguito a un progetto pilota o a una distribuzione non appena Microsoft Windows Vista SP1 sarà disponibile. I clienti che ritengono di dover attendere il rilascio di Microsoft Windows Vista SP1 prima di procedere alla distribuzione di Microsoft Windows Vista, possono iniziare a testare la compatibilità con la versione RTM di Microsoft Windows Vista e avviare, quindi, i programmi di valutazione e pilota per la versione di Microsoft Windows Vista SP1 non appena questa sarà rilasciata.</p>
<h3>Come si può sapere se l&#8217;organizzazione trarrà beneficio da Windows Vista?</h3>
<p>Nella maggior parte delle organizzazioni i vantaggi vengono espressi in termini di ritorno sull&#8217;investimento (ROI). Microsoft fornisce Microsoft Windows Vista Cost and Benefit Estimator per aiutare i clienti a valutare il ROI per la distribuzione di Microsoft Windows Vista. L&#8217;applicazione è disponibile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.microsoft.com/technet/windowsvista/ROItool/Default.aspx" target="_self">http://www.microsoft.com/technet/windowsvista/ROItool/Default.aspx</a> (informazioni in lingua inglese).</p>
<h2>Desiderio di esplorazione</h2>
<h3>Quali sono le nuove e interessanti funzionalità?</h3>
<p>Microsoft Windows Vista fornisce molte funzionalità nuove e migliorate per gli utenti finali che aiutano a comunicare meglio e ad essere più produttivi. È possibile esplorare tali funzionalità in linea. Per ulteriori informazioni, vedere <a href="http://www.microsoft.com/windows/products/windowsvista/features/default.mspx" target="_self">http://www.microsoft.com/italy/windows/products/windowsvista/features/default.mspx</a>.</p>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/software-microsoft/" title="software microsoft" rel="tag">software microsoft</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/sistema-operativo/" title="sistema operativo" rel="tag">sistema operativo</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/computer-desktop/" title="computer desktop" rel="tag">computer desktop</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/service-pack-1/" title="service pack 1" rel="tag">service pack 1</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/protezione/" title="protezione" rel="tag">protezione</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/software-hi-tech/" title="Software" rel="tag">Software</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/microsoft-windows-vista-service-pack/" title="microsoft windows vista service pack" rel="tag">microsoft windows vista service pack</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/hardware-e-software/" title="hardware e software" rel="tag">hardware e software</a>
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		<title>Come funzionano le aste al ribasso come Bidplaza e YouBid?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 14:19:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esistono delle formule particolari di aste on line, come Bidplaza e YouBid, che si basano sul principio del migliore ribasso.
Sostanzialmente l’utente accede a un elenco di prodotti messi all’asta e per ciascuna di quelli a cui è interessato può provare a fare un’offerta. L’offerta però, al contrario delle aste classiche, è fatta al ribasso, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono delle formule particolari di aste on line, come <a href="http://www.bidplaza.it/">Bidplaza</a> e <a href="http://www.youbid.it/">YouBid</a>, che si basano sul principio del migliore ribasso.</p>
<p>Sostanzialmente l’utente accede a un elenco di prodotti messi all’asta e per ciascuna di quelli a cui è interessato può provare a fare un’offerta. L’offerta però, al contrario delle aste classiche, è fatta al ribasso, nel senso che si deve provare a fare la proposta di acquisto al prezzo più basso possibile che nessun altro utente ha ancora suggerito.</p>
<p>Per esempio se l’oggetto è un computer si può provare a fare una puntata proponendo un euro, ma se anche un altro utente ha proposto la stessa cifra la puntata non sarà vincente. L’abilità è quindi quella di trovare il prezzo più ridotto tra tutti i proposti che nessun altro utente non ha proposto.</p>
<p>Il modello di business si basa sul fatto che ogni acquirente, per scommettere, paga una quota di accesso al rilancio.</p>
<p>Inoltre alle <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> che partecipano proponendo i loro prodotti vengono passati i dati relativi agli acquirenti iscritti al sito, che concorrono a formare un database di potenziali contatti che le <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> stesse possono utilizzare in <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/strumenti-finanziari/azioni/">azioni</a> di <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/marketing/">marketing</a> mirato.</p>
<p>Da notare che ciascun utente può fare un numero di offerte illimitato, ma per ognuna dovrà pagare un diritto. In questo senso l’asta si trasforma in un vero e proprio gioco d’azzardo, che però può portare i partecipanti ad accaparrarsi oggetti a prezzi assolutamente sbalorditivi.</p>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/basa/" title="basa" rel="tag">basa</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/quota/" title="quota" rel="tag">quota</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/azioni/" title="Azioni" rel="tag">Azioni</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/mirato/" title="mirato" rel="tag">mirato</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/modello-di-business/" title="modello di business" rel="tag">modello di business</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/basano/" title="basano" rel="tag">basano</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/prezzo-piu-basso/" title="prezzo più basso" rel="tag">prezzo più basso</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/marketing/" title="Marketing" rel="tag">Marketing</a>
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		<title>Usa: calano ancora i lettori dei quotidiani</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 14:56:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora pessime notizie sul fronte dei giornali – soprattutto nella versione a stampa - negli Stati Uniti. Uno studio recente sul comportamento degli americani nei confronti dei media del Pew Research Center for the People &#38; the Press, diffuso domenica pomeriggio e citato da Editors&#38;Publishers , ha rilevato come meno della metà dei cittadini degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora pessime notizie sul fronte dei giornali – soprattutto nella versione a stampa - negli Stati Uniti. Uno studio recente sul comportamento degli americani nei confronti dei media del Pew Research Center for the People &amp; the Press, diffuso domenica pomeriggio e citato da <a href="http://www.editorandpublisher.com/eandp/news/article_display.jsp?vnu_content_id=1003839872">Editors&amp;Publishers</a> , ha rilevato come meno della metà dei cittadini degli Usa (il 46%) leggano <strong>regolarmente </strong>un giornale, mentre nel  1992 la percentuale era del 71% (e comunque era già calata al 52% nel 2006).</p>
<p>Quanto alla readership totale, essa, anche se crescono i giovani che leggono i giornali online, non è cresciuta complessivamente negli ultimi due anni.</p>
<p>Il sondaggio (condotto per telefono fra il 30 aprile e l’ 1 giugno su 3.612 cittadini di varie parti del paese) ha accertato poi che solo il 34% degli interpellati aveva letto <strong>“ieri”</strong> un quotidiano, mentre nel 2006 questa  percentuale era stata del 40%.</p>
<p>La diminuzione della readership nei ultimi due anni riguarda tutti gli strati della popolazione, donne e uomini, bianchi e neri, laureati e persone che non sono mai stati all’ università: tutti leggono meno giornali rispetto al 2006.</p>
<p>L’ età continua invece ad essere strettamente correlata alla lettura dei giornali. Solo il 15% delle persone interpellate con meno di 25 anni hanno letto “ieri” un giornale, mentre la percentuale sale al 24% fra le persone di età compresa fra i 25 e i 34 anni e raggiunge quasi la metà (il 46%) fra gli ultra50enni.</p>
<p>Dall’ altro versante, comunque, “l’ audience dei giornali online è cresciuta modestamente dal 2006. Il 13% degli interpellati ha detto di aver letto “ieri” un giornale online, oppure nelle due versioni, mentre erano il 9% due anni fa. Un aumento che non copre la forte diminuzione fra i lettori dei giornali di carta (dal 34% al 25%).</p>
<blockquote><p>La ricerca <a href="http://people-press.org/report/444/news-media">è consultabile  qui</a>. <a href="http://www.blogeconomia.net/internet/usa-calano-ancora-i-lettori-dei-quotidiani/">Fonte</a></p></blockquote>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/persone/" title="persone" rel="tag">persone</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/giornale/" title="giornale" rel="tag">giornale</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/readership/" title="readership" rel="tag">readership</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/copre/" title="copre" rel="tag">copre</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/uomini-bianchi/" title="uomini bianchi" rel="tag">uomini bianchi</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/calata/" title="calata" rel="tag">calata</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/parti/" title="parti" rel="tag">parti</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/versante/" title="versante" rel="tag">versante</a>
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		<title>Somalia, via alla forza europea contro i pirati</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:20:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Europa si mobilita contro gli arrembaggi e le scorrerie dei pirati che infestano i mari dell’Asia e dell’Africa, e in particolare quelli della Somalia. I ministri della Difesa della Ue, riuniti ieri a Deauville, in Normandia, hanno dato il via libera a una missione della difesa europea contro il fenomeno della pirateria. A pattugliare il golfo di Aden, tra la Somalia e lo Yemen, diventato il cuore della pirateria mondiale con oltre 30 navi sequestrate nei primi nove mesi del 2008, per ora ci sono la Spagna (con un aereo e 90 militari), la Francia, mezzi della Nato e della Gran Bretagna. A definire i dettagli della nuova operazione di difesa sarà la prossima riunione dei ministri Esteri e Difesa, il 10 novembre. Già oggi - ha riferito il ministro francese Hervé Morin - una decina di Paesi hanno annunciato la disponibilità a sostenere la missione con mezzi e uomini. Oltre a Spagna, Francia e Germania, anche Belgio, Svezia, Lituania, Cipro e Olanda.</p>
<p>In Somalia è sempre alla fonda a 500 chilometri a nord di Mogadiscio la nave ucraina «Faina», piena di armi - tra cui 33 tank T-72 - e munizioni, sequestrata da pirati giovedì scorso, e controllata a vista da almeno tre navi da guerra Usa. L’impressione prevalente è che abbia preso corpo una trattativa concreta. Per una missione che si annuncia, un’altra giunge al termine: si tratta di quella in Bosnia, che impegna 2.500 soldati europei. «C’è consenso sulla necessità di trasformarla in missione civile, in quanto si considera che l’operazione militare ha raggiunto il proprio mandato», ha detto Morin. Transizione in vista anche per la missione in Ciad, la più grande della difesa europea con oltre 3.500 uomini a proteggere i profughi del Darfur. Il 15 marzo, i soldati europei saranno rimpiazzati dai Caschi blu delle Nazioni Unite.</p>
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		<title>Quando la Silicon Valley si sente al governo: Obama, eletto da Google?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:08:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«Il 2008 è il nuovo 1776! (l’anno della rivoluzione americana). E forse il 2009 sarà il nuovo 1777, l’anno in cui abbiamo avuto una Costituzione». Due giorni dopo l’elezione di Barack Obama, il fondatore di Craiglist, il sito di annunci più ricco del web, che si chiama Craig Newmark, parla alla Stanford University. Newmark è contento; si sente parte della rivoluzione. Ricorda il ruolo cruciale dei <span style="font-style: italic;">social sites</span> e dei blog in questa campagna. Dice che anche Craiglist «promuoverà gli sforzi di chi vuole diffondere nuove idee per governare oggi e nel futuro». Per governare.</p>
<p>La Silicon Valley, dalle otto di sera (Pacific Time) del 4 novembre, si sente abbastanza al governo. Operosamente al governo: per dire, le finestre della sede di Facebook su University Avenue a Palo Alto restano accese tutta la notte come quelle dello studio di Mussolini a piazza Venezia (oggi come quelle dello studio di Angelino Alfano a via Arenula, ma forse non c’entra molto). Uno dei fondatori di Facebook, Chris Hughes, è stato una colonna della campagna di Obama e della sua «<a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/internet/">Internet</a> strategy». E Obama qui lo chiamano «il Google della <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/news/politica/">politica</a>». Non solo per l’enorme successo veloce; per la conoscenza delle nuove tecnologie e la capacità di usarle come nessun altro leader, finora. Anche per questo qui ha preso il 70 per cento dei voti, in certi sobborghi ricchi ha avuto 70 volte più finanziamenti del medio distretto postale americano; hanno tifato per lui gli imprenditori del Web 2.0 come i paladini dell’<a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/internet/">Internet</a> strumento di democrazia e creatività collettiva come Laurence Lessig.</p>
<p>L’inventore di <strong>Creative</strong> <strong>Commons</strong> è professore alla Stanford Law School e ha appoggiato già dal 2007 (con un video su Youtube) Obama, di cui è stato collega alla University of Chicago (curiosità: nell’ostensione globale-totale della biografia del neopresidente, i media che effettivamente tifavano per lui pietosamente hanno taciuto sul fatto che sia un ex professore universitario; causa storico anti-intellettualismo americano non avrebbe avuto una chance). Comunque. Passati i festeggiamenti, c’è una Silicon Valley obamiana libertaria (di destra?) e una Silicon Valley obamiana liberista (di sinistra?). Spesso non è proprio una frattura, è più una schizofrenia; a volte si tratta delle stesse persone a diverse ore della giornata. Quando lavorano nella aziendina o aziendona che hanno fondato, dicono «mi aspetto che Obama mantenga la sua promessa di eliminare tutti le tasse sui capital gains per le startup». Quando smettono di lavorare e riaccendono il computer (qui molti girano senza pantaloni, nel senso che stanno in bermuda; quasi nessuno gira senza Mac o pc) magari vanno sul sito di <strong>Lessig</strong>.</p>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/stanford-law-school/" title="stanford law school" rel="tag">stanford law school</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/internet-strategy/" title="internet strategy" rel="tag">internet strategy</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/google/" title="google" rel="tag">google</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/facebook/" title="Facebook" rel="tag">Facebook</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/barack-obama/" title="barack obama" rel="tag">barack obama</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/tutta-la-notte/" title="tutta la notte" rel="tag">tutta la notte</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/due-giorni/" title="due giorni" rel="tag">due giorni</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/campagna-di/" title="campagna di" rel="tag">campagna di</a>
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		<title>Dynamics Nav 5.0 Microsoft alletta le Pmi: sistemi, applicazioni e vantaggi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 09:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BT online</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Microsoft   Dynamics NAV 5.0 è l’ERP che risponde alle necessità presenti e future della tua azienda.
E’ la soluzione gestionale modulare e flessibile per rendere automatici  i processi aziendali.
Facilmente personalizzabile ed integrabile con altri applicativi, Microsoft Dynamics NAV 5.0 offre ampie possibilità  di  creare soluzioni specifiche e su misura per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft   Dynamics NAV 5.0 è l’ERP che risponde alle necessità presenti e <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/strumenti-finanziari/future/">future</a> della tua azienda.<br />
E’ la soluzione gestionale modulare e flessibile per rendere automatici  i processi aziendali.<br />
Facilmente personalizzabile ed integrabile con altri applicativi, Microsoft Dynamics NAV 5.0 offre ampie possibilità  di  creare soluzioni specifiche e su misura per i vari settori di mercato.</p>
<p>L&#8217;acquisto di Navision è quindi rientrato nella strategia Microsoft di <strong>posizionamento nel mercato degli ERP</strong> affiancando la soluzione Axapta pensata, invece, per <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> più grandi con organizzazioni complesse operanti in ambiti internazionali con gestioni contabili e amministrative multi valuta. Nel 2006, con la creazione della divisione <strong>Dynamics</strong>, Microsoft ha rivisto la propria linea di ERP riproponendoli in una veste nuova caratterizzata da una maggiore usability ed integrazione con il pacchetto Office. <strong>Microsoft Dynamics Nav 5.0</strong>, questo il nuovo nome del prodotto, rappresenta quindi l&#8217;evoluzione del &#8220;vecchio&#8221; Navision e di fatto è la risposta dell&#8217;azienda di Redmond alla concorrenza nel mercato dei <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/software-hi-tech/">software</a> gestionali.</p>
<p>Il Navision, nelle sue varie versioni, è attualmente adottato da più di 700 <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> in Italia e viene distribuito da Microsoft attraverso la sua rete di partner costituita da più di 120 società. Come tutti i pacchetti, infatti, anche Navision presenta una versione standard composta da diversi moduli funzionali. La versione vanilla può essere a sua volta configurata e personalizzata per adeguarsi ai <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/automobili/modelli/">modelli</a> di business dei clienti. Mentre le configurazioni, come ad esempio la definizione del numero di viste che ciascun profilo utente deve avere, possono essere eseguite da un amministratore di sistema senza intervenire sul codice e le personalizzazioni vengono fatte in ambiente di sviluppo da personale qualificato.</p>
<p><img class="size-full wp-image-163 alignleft" title="ebox_dynamics_nav" src="http://www.blogtecnico.com/wp-content/uploads/2008/11/ebox_dynamics_nav.jpg" alt="" width="272" height="200" />Tale attività, se non si hanno le competenze e le licenze per farlo in house, deve necessariamente essere affidata ad un partner Microsoft che curi l&#8217;intero ciclo di vita del <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/software-hi-tech/">software</a> dallo sviluppo, ai test unitari fino alla messa in esercizio. I partner Microsoft hanno contribuito, quindi, ad una maggiore personalizzazione di Navision a copertura di particolari nicchie di mercato; ne sono concreti esempi le personalizzazioni fatte per MSC Crociere oppure per Tirrenia nel campo del cruise shipping. Un ulteriore strumento di analisi che aiuta a comprendere meglio le potenzialità del gestionale Microsoft, è fornito dalla raccolta 2008 dei casi di successo.</p>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/dynamics/" title="Dynamics" rel="tag">Dynamics</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/piccole-medie-imprese/" title="Piccole medie imprese" rel="tag">Piccole medie imprese</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/hi-tech/software-hi-tech/" title="Software" rel="tag">Software</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/gestione/" title="gestione" rel="tag">gestione</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/l-evoluzione/" title="l evoluzione" rel="tag">l evoluzione</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/opzioni/" title="Opzioni" rel="tag">Opzioni</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/valuta/" title="valuta" rel="tag">valuta</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/gestionale/" title="gestionale" rel="tag">gestionale</a>
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		<title>I social network servono per sviluppare il business?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 16:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BT online</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quali sono gli strumenti Web 2.0 attualmente adottati dalle aziende e quali sono i motivi per cui vengono utilizzati? In che modo ne stanno incoraggiando l&#8217;utilizzo? E qual è il livello di soddisfazione rispetto a questi strumenti?

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono gli<strong> strumenti Web 2.0</strong> attualmente adottati dalle <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> e quali sono i motivi per cui vengono utilizzati? In che modo ne stanno incoraggiando l&#8217;utilizzo? E qual è il livello di soddisfazione rispetto a questi strumenti?</p>
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<p>Queste in sintesi le domande cui ha cercato di dare risposta il secondo studio annuale di <strong>McKinsey</strong> dal titolo &#8220;<strong><a href="http://www.mckinseyquarterly.com/Information_Technology/Management/Building_the_Web_20_Enterprise_McKinsey_Global_Survey_2174_abstract?gp=1">Building the Web 2.0 Enterprise</a></strong>”.</p>
<p>Tramite interviste mirate, è stato analizzato nel dettaglio lo scenario interno alle <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> in tema di utilizzo di tool per l&#8217;interazione con dipendenti, clienti e fornitori.</p>
<p>È stato inoltre valutato l&#8217;impatto sull&#8217;organizzazione e sulla gestione dell&#8217;azienda, nonché l&#8217;importanza che gli strumenti Web 2.0 ricoprono dal punto di vista della <strong>competitività</strong>.</p>
<p>Dallo studio è emerso in primo luogo come si stia verificando un <strong>cambiamento nel mix di strumenti e tecnologie Web 2.0 </strong>adottato dalle imprese. Sempre più usati, rispetto al 2007, Wiki, Blog, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/rss/">RSS</a> e Podcast. Stabile l’utilizzo invece dei Social Network.</p>
<p>Cresce anche il <strong>numero di tool utilizzati</strong>: il tasso medio di adozione per azienda è di 2,5 contro quello registrato nel 2007 del 2,2.</p>
<p>Dal punto di vista dell’utilizzo degli strumenti Web 2.0, è l&#8217;<strong>uso interno </strong>il più diffuso. In particolare, strumenti e tecnologie Web 2.0 vengono impiegati nel 93% dei casi per la gestione della conoscenza, nel 78% per incoraggiare la collaborazione interna, nel 74% per rafforzare la cultura aziendale e nel 71% per la formazione.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.pmi.it/software/news/3544/aziende-e-web-20-benchmark-mckinsey.html">pmi.it</a></p></blockquote>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/nielsen/" title="nielsen" rel="tag">nielsen</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/matr/" title="matr" rel="tag">matr</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/gruppi/" title="gruppi" rel="tag">gruppi</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/penetrazione/" title="penetrazione" rel="tag">penetrazione</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/linkedin/" title="linkedin" rel="tag">linkedin</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/marketing/" title="Marketing" rel="tag">Marketing</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/cercare/" title="cercare" rel="tag">cercare</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/crescita/" title="crescita" rel="tag">crescita</a>
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		<title>Yahoo! dopo l&#8217;accordo sfumato con Google: «Siamo aperti all&#8217;idea di vendere, ma non ci sono novità»</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 14:24:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quali sono gli strumenti Web 2.0 attualmente adottati dalle aziende e quali sono i motivi per cui vengono utilizzati? In che modo ne stanno incoraggiando l&#8217;utilizzo? E qual è il livello di soddisfazione rispetto a questi strumenti?

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono gli<strong> strumenti Web 2.0</strong> attualmente adottati dalle <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> e quali sono i motivi per cui vengono utilizzati? In che modo ne stanno incoraggiando l&#8217;utilizzo? E qual è il livello di soddisfazione rispetto a questi strumenti?</p>
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<p>Queste in sintesi le domande cui ha cercato di dare risposta il secondo studio annuale di <strong>McKinsey</strong> dal titolo &#8220;<strong><a href="http://www.mckinseyquarterly.com/Information_Technology/Management/Building_the_Web_20_Enterprise_McKinsey_Global_Survey_2174_abstract?gp=1">Building the Web 2.0 Enterprise</a></strong>”.</p>
<p>Tramite interviste mirate, è stato analizzato nel dettaglio lo scenario interno alle <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/aziende/">aziende</a> in tema di utilizzo di tool per l&#8217;interazione con dipendenti, clienti e fornitori.</p>
<p>È stato inoltre valutato l&#8217;impatto sull&#8217;organizzazione e sulla gestione dell&#8217;azienda, nonché l&#8217;importanza che gli strumenti Web 2.0 ricoprono dal punto di vista della <strong>competitività</strong>.</p>
<p>Dallo studio è emerso in primo luogo come si stia verificando un <strong>cambiamento nel mix di strumenti e tecnologie Web 2.0 </strong>adottato dalle imprese. Sempre più usati, rispetto al 2007, Wiki, Blog, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/rss/">RSS</a> e Podcast. Stabile l’utilizzo invece dei Social Network.</p>
<p>Cresce anche il <strong>numero di tool utilizzati</strong>: il tasso medio di adozione per azienda è di 2,5 contro quello registrato nel 2007 del 2,2.</p>
<p>Dal punto di vista dell’utilizzo degli strumenti Web 2.0, è l&#8217;<strong>uso interno </strong>il più diffuso. In particolare, strumenti e tecnologie Web 2.0 vengono impiegati nel 93% dei casi per la gestione della conoscenza, nel 78% per incoraggiare la collaborazione interna, nel 74% per rafforzare la cultura aziendale e nel 71% per la formazione.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.pmi.it/software/news/3544/aziende-e-web-20-benchmark-mckinsey.html">pmi.it</a></p></blockquote>
	Termini utili legati al prodotto: <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/societa/" title="Società" rel="tag">Società</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/acquisto/" title="acquisto" rel="tag">acquisto</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/summit/" title="summit" rel="tag">summit</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/economia/news/" title="News" rel="tag">News</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/san-francisco/" title="san francisco" rel="tag">san francisco</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/alleanza/" title="alleanza" rel="tag">alleanza</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/yahoo/" title="Yahoo" rel="tag">Yahoo</a>, <a href="http://www.blogtecnico.com/tag/microsoft/" title="Microsoft" rel="tag">Microsoft</a>
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