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Chi non segue le indicazioni dei farmaci?

Posted on 8th novembre 2011 in Salute

Fino a qualche tempo fa i termini medicinale, farmaco e prodotto medicinale erano usati come sinonimi; anche se in alcuni casi le tre parole sono ancora utilizzate in sostituzione l’una dell’altra, di recente si è deciso di adottare solo un termine nei vari documenti ufficiali del settore, medicinale.

Per medicinale si intende ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane. Ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata sull’uomo o somministrata all’uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.

I medicinali sono costituiti fondamentalmente da due elementi: il principio attivo e gli eccipienti. Il principio attivo è la sostanza farmacologicamente attiva contenuta nel farmaco, il componente dei medicinali da cui dipende la sua azione curativa, il medicinale vero e proprio. Gli eccipienti, invece, sono dei componenti inattivi del medicinale, privi di ogni azione farmacologica, che hanno la funzione di proteggere il principio attivo dagli agenti esterni che potrebbero danneggiarlo (il caldo, il freddo, l’umidità o altre sostanze chimiche).

Funzioni

Gli eccipienti hanno inoltre altre funzioni: possono essere utilizzati per aumentare il volume per consentire la preparazione di compresse o di qualsiasi altra forma farmaceutica di dimensioni accettabili, di stabilizzare delle soluzioni o sospensioni al fine di evitare la sedimentazione del principio attivo sul fondo dei contenitori, di facilitare l’assorbimento del principio attivo nell’organismo, di rendere il sapore dei medicinali più gradevole, ecc..

Posologia e consigli di utilizzo

Le indicazioni sui farmaci che il medico spiega al paziente e che riguardano la posologia e i tempi di somministrazione sono molto importanti, ma non tutti le seguono alla lettera. Una ricerca condotta negli Stati Uniti mette in evidenza che le conseguenze di questo atteggiamento sono molte. Interrompere una terapia o non portare avanti una cura nel modo giusto significa esporsi ad un rischio di mortalità più accentuato. In particolare sembrano essere due i fattori che incidono: la negligenza e il non essere perseveranti. Nello specifico i giovani sono risultati essere i più distratti.

Non a caso i più scrupolosi nel seguire le prescrizioni mediche sono risultati gli anziani, che appartengono ad una generazione più in grado di riporre fiducia nei medici.

Oggi è mutato il rapporto fra medico e paziente, soprattutto in tema di informazione medico scientifica.

Un altro problema è rappresentato dalla situazione economica: la poca disponibilità di denaro non fa altro che aumentare la possibilità di abbandonare le cure prescritte. Non meno importante è la motivazione e in questo senso si dovrebbe considerare la funzione attribuita ai medicinali.

Ci sono ad esempio dei farmaci che vengono presentati come importanti per migliorare la qualità della vita e relativamente ad essi non viene posto in risalto il ruolo importante in termini di prevenzione.

Se venisse messo in evidenza questo aspetto, i pazienti potrebbero essere più motivati a seguire in modo adeguato le terapie farmacologiche.

Via tantasalute & universonline.

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