Cosa c’è da sapere sul nuovo firmware 2.0 e sul prossimo modello di creazione e distribuzione di applicazioni indipendenti.
Un mese fa circa Apple ha rivoluzionato la situazione software di iPhone: Steve Jobs ha mostrato la versione preliminare di un SDK e un sistema di distribuzione di applicazioni denominato App Store. Buone notizie, ma che hanno portato anche molte domande. Ad alcune di queste proviamo a dare una prima risposta qui. Anche se da qui a Giugno, mese dell’arrivo del nuovo software per iPhone e iPod Touch, potrebbero nascerne di nuove…
1. Che cosa ha annunciato Apple, in sintesi?
Un Software Development Kit, o SDK (kit di sviluppo software) per iPhone. Un SDK è un insieme di strumenti che permette a un programmatore di scrivere software per iPhone. È disponibile una versione beta, che diventerà definitiva a fine giugno, quando uscirà una versione del software che permetterà al proprietario di iPhone di installare i programmi suddetti e ai programmatori di distribuirli.
La parte di distribuzione si chiama App Store, un vero e proprio negozio per l’acquisto, lo scaricamento e l’aggiornamento di software per iPhone.
2. Il software Mac funzionerà su iPhone?
No, ma essendo il software per iPhone sviluppato con gli stessi strumenti usati per il software Mac, è possibile che i programmatori possano riutilizzare parte del proprio codice per creare versioni iPhone di programmi Mac. Il software che governa l’interfaccia di iPhone, chiamato Cocoa Touch, è peraltro totalmente diversa dal Cocoa che si occupa della stessa cosa su Mac.
3. È possibile che qualcuno inserisca su App Store un programma gratuito e poi costringa gli utenti a pagare un costo di registrazione per renderlo funzionale?
Questo toglierebbe ad Apple il 30 per cento di quota che tratterrà dalla vendita dei programmi su App Store. È assai probabile che Apple non approverà software di questo tipo o che la licenza di partecipazione ad App Store ne vieterà la produzione.
4. Dunque non ci sarà shareware per iPhone?
Apple non permetterà la vendita di programmi “gratuiti”, che però richiedono un codice di sblocco a pagamento. Esistono però altri scenari possibili. Per esempio esisteranno programmi “gratuiti” che esortano l’utente a compiere una donazione per favorire la continuazione dello sviluppo del programma. È anche possibile che arriveranno due versioni dei programmi per iPhone, una “light”, gratuita, e una più completa o potente a pagamento.
5. Quali programmi saranno permessi, e quali invece no?
I programmi come giochi, strumenti per Internet, strumenti per la produttività e così via saranno certamente permessi. Non è chiaro se ci saranno porzioni di iPhone che saranno precluse ai programmatori. Per esempio, pare che l’SDK non consenta di accedere alla gestione musicale, in altre parole all’iPod presente dentro iPhone. Sappiamo anche che i programmi non possono accedere al connettore Dock, ovvero non possono dialogare direttamente con hardware esterno.
6. Ci sarà qualcuno in Apple che decide espressamente quali programmi sono ammessi e quali no? Non porta via un sacco di risorse?
E’ difficile che qualcuno si metterà veramente a collaudare a fondo ogni prodotto che vuole apparire sullo Store. Sembra più probabile che Apple chiederà agli sviluppatori di rispettare certe linee guida. Siccome ciascun programma per iPhone sarà firmato digitalmente dal proprio autore, per Apple sarà possibile revocare la disponibilità di App Store al software che non rispetta le regole.



27 Giugno 2008 - Nella serata di ieri Apple ha reso disponibile una nuova beta (è la ottava release) della SDK per iPhone, assieme al firmware 2.0 e una pre-release del prossimo aggiornamento di iTunes.
Le novità[...]...
13 Giugno 2008 - Nella giornata di ieri Apple|Insider ha pubblicato alcune fondamentali informazioni sulla possibilità, offerta agli sviluppatori, di distribuzione delle applicazioni tramite App Store.
Le informazioni[...]...

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