Oggi usciamo un pò fuori tema e parliamo di un argomento al di là dei canoni di questo blog: un articolo spero non molto lungo che consiglio ugualmente di leggere per trarre spunto di qualche breve considerazione.
Il mondo del blogging in Italia è un fenomeno in continuo sviluppo che, negli ultimi due anni, sta conoscendo una crescita senza precedenti. Ottimale se consideriamo che la comunicazione nella rete è fondamentale e l’Italia non è certo ad un livello competitivo come il modello americano o dell’estremo oriente, ma al quale sta lentamente approcciandosi ed anche diventando competitiva. Sempre maggiori sono infatti le visite ricevute dall’estero, e questo anche come indice della sempre maggiore competenza che i blogger italiani stanno assumendo e quotidianamente “dimostrando sul campo”.
Ma non sempre è così: una nuova classe di blogger (o pseudo tali) sta sempre più facendo leva sulla blogosfera italiana con un solo scopo: guadagnare con un blog grazie al fenomeno degli Adsense di Google. Naturalmente questo non è un post di critiche, non sono abituato di mio a parlar male di blog e soprattutto di persone che non conosco; trattasi comunque di un fenomeno “reale” di cui non ne vado molto fiero. Pur non avendo a cuore il contatto con gli altri blogger della blogosfera (sicuramente venendo meno ad uno dei principi “cardini” della blogosfera e di questo ne faccio atto, vergognandomene), e scrivendo quasi esclusivamente per un’utenza se così si può definire poco esperta, sicuramente gli utenti hanno bisogno, essenzialmente, di pesare le informazioni che stanno leggendo e confrontare le opinioni delle quali stanno tenendo fonte.
La regola e l’invito vale regolarmente anche per i post di questo blog, sarebbe difficile immaginare un utente che legga i post in questo spazio e ne faccia acquasanta, quindi è un preciso dovere cercare sempre tra più fonti e passare un setaccio raccogliendo solo le informazioni interessanti e veritiere. Naturalmente nonostante la presunta serietà dimostrata negli scritti e la pseudo-tecnicità improntata nei temi affrontati.
E’ da sottolinere che questa nuova generazione di sedicenti (e sedicenni) “write 4 click $$$ ” non è una garanzia nei confronti dell’utente inesperto che naviga su google per cercare le informazioni di cui ha bisogno.
Il modo più semplice per difendersi e capire se abbiamo di fronte un simpatico giovinotto in vena di un guadagno facile, oppure un blogger più serio guidato dalla passione più che dal guadagno è semplice e sempre lo stesso: oltre alla cura nel post, alla ricerca delle immagini, alla citazine dei link e delle fonti giuste (tutti sinonimi di una certa dedizione e approfondimento), guardiamo la sintassi, la grammatica, insomma: l’italiano. Da li è facile intuire se il post non è farina del proprio sacco (diciamolo, un copia e incolla senza fonte effettuato in modo disordinato e disorientante).
Vogliate scusare forse la venialità e la non coerenza alla traccia di questo post (un blog tecnico con pareri personali, forse oggi vi rimangerete il feed al quali vi siete abbonati
), ma l’utente novizio che si avvicina al mondo dei blog con la sicurezza di avere davanti un sito internet efficace sotto tutti gli aspetti tecnici deve sapere che non è oro colato tutto quello che scorre nella blogosfera e, per carità, il primo a mettersi in discussione è il sottoscritto (altrimenti senza autocritica non si cresce, no?).
Io personalmente non ho nulla contro questa nuova generazione di ragazzi scatenati che ignorano del tutto le regole del blogging più semplici (una volta tanto vi rimando alla blogtiquette di Gidibao qui e su Wikipedia), che spesso hanno trasandato le regole anche con i miei post (come anch’io agli esordi trasandai qualche post, quindi lo spazio per imparare credo sia concesso a tutti): tengo solo alla classe dell’utenza, da difendere contro l’informazione scarna.
Ultimo paragrafo, prometto di tagliare corto: mi sento adesso di escludere e difendere un ragazzo. A volte snobbato dai blogger più acclamati (che difendo e stimo naturalmente), conoscendolo, mi permetto di difendere la sua decima posizione in classifica criteo (a buon intenditore poche parole, sapete a cosa mi riferisco). Dietro il suo lavoro si cela grande voglia di imparare e di crescere e sempre una maggiore cura nei particolari di cui non ne posso ignorare completamente l’impegno: la vera cosa che mi rammarica sono gli almeno 30 (finora) blog di ragazzini nati seguendo le sue orme (facilmente riconoscibili dal nome a mo di videogioco (patch games, games planet o roba del genere), che nascondono al loro interno uno pseudo - e scarno - contenuto a livello informatico). Un pò triste come fantasia.
(p.s. Vorrei evitare polemiche in seguito al post, non è nè una differenziazione nè un elogio autoreferenziale, ma una semplice constatazione e tale deve rimanere).


90/100
13 Agosto 2008 - Un tema che sicuramente attirerà l’attenzione di molti blogger italiani...























