Kernel
Elemento centrale dell’architettura a più livelli che gestisce le principali operazioni di base del sistema operativo e del processore del computer. Il kernel pianifica diversi blocchi di codice in esecuzione, denominati thread, per il processore in modo da tenerlo il più possibile impegnato e coordina più processori al fine di ottimizzare le prestazioni. Il kernel è inoltre responsabile della sincronizzazione delle attività dei sottocomponenti del livello Executive, come I/O Manager e Process Manager, nonché della gestione delle eccezioni hardware e di altre funzioni dipendenti dall’hardware. Il kernel opera in stretta collaborazione con il livello di astrazione hardware (HAL).
L2TP (Layer 2 Tunneling Protocol)
Protocollo di tunneling Internet standard. A differenza del protocollo PPTP (Point-to-Point Tunneling Protocol), per il protocollo L2TP non è richiesta la connettività IP tra la workstation client e il server. Con L2TP è richiesto soltanto che il tunnel fornisca connettività point-to-point basata su pacchetti. Il protocollo può essere utilizzato su supporti quali ATM, Frame Relay e X.25. Il protocollo L2TP rende disponibili le stesse funzionalità del protocollo PPTP. Il protocollo L2TP è basato sulle specifiche Layer 2 Forwarding (L2F) e PPTP e consente ai client di impostare tunnel su reti di reindirizzamento.
Vedere anche: ATM (Asynchronous Transfer Mode); Internet Protocol (IP); Point-to-Point Tunneling Protocol (PPTP); tunnel
LAN emulata (ELAN)
Rete ATM logica che emula i servizi di reti LAN Ethernet o Token Ring.
Vedere anche: rete locale (LAN)
larghezza di banda
Nel campo delle comunicazioni analogiche questo termine indica la differenza tra le frequenze massima e minima registrate in un determinato intervallo. Una linea telefonica analogica, ad esempio, supporta una larghezza di banda pari a 3000 Hertz (Hz), ovvero la differenza tra le frequenze minima (300 Hz) e massima (3300 Hz) possibili. Nelle comunicazioni digitali la larghezza di banda viene espressa in bit al secondo (bps).
Vedere anche: bit al secondo (bps)
latenza
Nella replica Active Directory, ritardo tra il tempo di applicazione di un aggiornamento a una determinata replica e il tempo di applicazione ad altre repliche. La latenza viene talvolta definita ritardo di propagazione.
Vedere anche: Active Directory; cartella di replica; replica
layout di tastiera
Disposizione sulla tastiera dei caratteri e dei simboli speciali utilizzati nelle diverse lingue. Tale impostazione determina i caratteri che verranno visualizzati dopo aver premuto i tasti corrispondenti sulla tastiera. Se il layout di tastiera viene modificato, è possibile che i caratteri visualizzati non corrispondano più a quelli indicati sui tasti.
LCD (Liquid Crystal Display)
LDAP (Lightweight Directory Access Protocol)
Protocollo di accesso primario per Active Directory. Il protocollo LDAP versione 3 viene definito da una serie di documenti relativi agli standard proposti nell’RFC 2251 dell’Internet Engineering Task Force (IETF).
Vedere anche: protocollo; Active Directory; Internet Engineering Task Force (IETF)
lease
Periodo di tempo durante il quale un client DHCP può utilizzare una configurazione di indirizzo IP assegnata dinamicamente. Prima della scadenza del tempo di lease, è necessario che il client rinnovi il lease oppure ottenga un nuovo lease con DHCP.
Vedere anche: Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP); Indirizzo IP
lettera di unità
Convenzione di denominazione per le unità disco su computer IBM e compatibili. Le unità vengono designate da una lettera, a partire dalla lettera A, seguita dai due punti.
Vedere anche: unità
lettore smart card
Periferica installata nei computer per consentire l’utilizzo delle smart card per l’implementazione di funzionalità di protezione avanzate.
Vedere anche: smart card
libreria
Sistema di archiviazione dei dati generalmente gestito tramite Archivi rimovibili. Una libreria è costituita da supporti rimovibili, quali nastri o dischi, e da una periferica hardware che consente la scrittura o la lettura del supporto. Esistono due tipi principali di libreria, ovvero le librerie automatiche, che includono supporti automatizzati multipli e periferiche multiunità nonché le librerie di unità autonome, che includono periferiche monounità gestite manualmente. Le librerie automatiche vengono a volte definite anche juke-box o robot.
Vedere anche: Archivi rimovibili
libreria di collegamento dinamico (DLL)
Funzionalità del sistema operativo che consente di archiviare separatamente le routine eseguibili, generalmente utilizzate per funzioni o set di funzioni particolari, come file con estensione dll. Tali routine vengono caricate soltanto se richiamate dall’applicazione che le utilizza.
Vedere anche: DLL della risorsa
limite conteggio
Nell’ambito del controllo dei processi, il numero massimo di processi attivi in un gruppo di processi. È possibile configurare tale valore nello snap-in di controllo dei processi.
limite di dimensioni per il Registro di sistema (RSL)
Quantità massima per la dimensione del Registro di sistema che impedisce la saturazione della riserva di paging con i dati del Registro di sistema relativi a un’applicazione. La quantità totale di spazio che può essere occupata dai dati del Registro di sistema, o hive, viene limitata dalla dimensione massima del Registro di sistema.
Vedere anche: riserva di paging; registro di sistema; hive
limite di quota
Quantità di spazio su disco disponibile per un utente.
Vedere anche: livello di avviso
linee IRQ
Linee hardware a cui le periferiche possono inviare segnali per richiedere l’attenzione del processore quando la periferica è pronta per la ricezione o l’invio di informazioni. È pertanto necessario assegnare una linea IRQ univoca a ogni periferica.
Vedere anche: periferica
lingua della tastiera
Lingua che si desidera utilizzare per la digitazione. Alcuni programmi progettati per la piattaforma Windows supportano questa impostazione. Quando si aggiunge una nuova lingua, viene aggiunto anche il layout di tastiera corrispondente.
lingua di input
Specifica della lingua per la digitazione dei dati. Alcune applicazioni per Windows riconoscono tale impostazione. Quando si aggiunge una nuova lingua di input, viene aggiunto anche il layout di tastiera corrispondente.
linguaggio di controllo della stampante (PCL)
Linguaggio di descrizione della pagina (PDL, Page-Description Language) sviluppato da Hewlett-Packard per le stampanti laser e a getto d’inchiostro di sua produzione. Con il diffondersi delle stampanti laser, tale linguaggio di comandi è diventato uno standard per molte stampanti.
Vedere anche: PostScript; linguaggio di descrizione della pagina (PDL); linguaggio PJL
linguaggio di descrizione della pagina (PDL)
Linguaggio per computer che descrive la disposizione del testo e degli elementi grafici su una pagina stampata.
Vedere anche: linguaggio di controllo della stampante (PCL); linguaggio PJL; PostScript; tipi di carattere PostScript
linguaggio PJL
Linguaggio di gestione della stampante sviluppato da Hewlett Packard che consente di controllare i processi di stampa. Utilizzando i comandi PJL è possibile modificare le impostazioni predefinite della stampante, come il numero di copie da stampare. I comandi PJL consentono inoltre di commutare il linguaggio per stampante a seconda del processo di stampa senza intervento manuale da parte dell’utente. Se la comunicazione bidirezionale è supportata, una stampante compatibile PJL è in grado di inviare informazioni al server di stampa, ad esempio il modello della stampante e lo stato del processo di stampa.
Vedere anche: linguaggio di controllo della stampante (PCL); linguaggio di descrizione della pagina (PDL); PostScript
Link Control Protocol (LCP)
Protocollo di controllo PPP che gestisce la negoziazione dei parametri di collegamento e PPP per la configurazione dinamica del livello collegamento dati di una connessione PPP.
livello di adattamento ATM (AAL)
Livello dello stack del protocollo ATM che analizza i dati nella porzione payload della cella ATM per il trasporto in una rete ATM.
Vedere anche: ATM (Asynchronous Transfer Mode)
livello di avviso
Punto che indica l’avvicinarsi del limite di quota per l’utente.
Vedere anche: limite di quota
livello principale
Il livello più alto o il primo livello in una serie di informazioni organizzate gerarchicamente. Il livello principale rappresenta il punto da cui si diramano ulteriori sottoinsiemi in una sequenza logica che si sviluppa da una prospettiva ampia o generale verso prospettive sempre più ristrette.
località di chiamata
Indicativo del paese e della località e requisiti di composizione specifici relativi alla località dalla quale si desidera effettuare una chiamata. Dopo aver creato una località di chiamata, è possibile selezionarla per applicare i requisiti di composizione a tutte le chiamate da effettuare. Per cambiare la località di chiamata, selezionarne un’altra o crearne una diversa.
localizzatore di controller di dominio (Locator)
Algoritmo eseguito nel contesto del servizio Net Logon e utilizzato per l’individuazione dei controller di dominio in una rete Windows 2000. Il localizzatore può eseguire la ricerca dei controller di dominio utilizzando nomi DNS (per i computer compatibili IP/DNS) oppure nomi NetBIOS (per i computer che eseguono Windows 3.x, Windows per Workgroup, Windows NT 3.5 o versioni successive, Windows 95 o Windows 98. È inoltre possibile utilizzare il localizzatore in reti in cui non è disponibile il trasporto IP.
LPD (Line Printer Daemon)
Servizio disponibile sul server di stampa che consente di ricevere i documenti, o processi di stampa, dalle utilità LPR (Line Printer Remote) in esecuzione sui sistemi client.
Vedere anche: LPR (Line Printer Remote); processo di stampa; server di stampa; servizio
LPR (Line Printer Remote)
Utilità di connettività che viene eseguita sui sistemi client e consente di stampare file su un computer che esegue un server LPD.
Vedere anche: LPD (Line Printer Daemon)
luminosità
La brillantezza sullo schermo di un colore in una scala dal nero al bianco.
MAC (Message Authentication Code)
Algoritmo che assicura la qualità di un blocco di dati.
MADCAP (Multicast Address Dynamic Client Allocation Protocol)
Estensione dello standard di protocollo DHCP utilizzato per supportare l’assegnazione e configurazione dinamiche di indirizzi multicast IP su reti TCP/IP.
Vedere anche: Dynamic Host Configuration Protocol (DHCP); TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol)
mapping
Associazione di valori. Nei sistemi di memoria virtuale, un computer può eseguire il mapping di un indirizzo virtuale a un indirizzo fisico.
master emulatore PDC
Controller di dominio a cui viene assegnato il ruolo di controller di dominio primario (PDC) di Windows NT 4.0 per la gestione dei client di rete in cui non è stato installato il software client Active Directory. Gestisce inoltre la replica delle modifiche della directory in qualsiasi controller di dominio di backup (BDC, Backup Domain Controller) di Windows NT presente nel dominio.
Il master emulatore PDC riceve la replica preferenziale delle modifiche alle password, eseguite da altri controller di dominio presenti nel dominio, e gestisce qualsiasi richiesta di autenticazione della password non riuscita nel controller di dominio locale. In un determinato dominio può esistere un solo master emulatore PDC.
Vedere anche: Active Directory; controller di dominio di backup (BDC); replica; controller di dominio; replica multimaster; master operazioni; controller di dominio primario (PDC)
master infrastrutture
Controller di dominio assegnato all’aggiornamento dei riferimenti gruppo-utente ogni volta che vengono modificate le appartenenze al gruppo. Gestisce inoltre la replica di tali modifiche negli altri controller di dominio eventualmente presenti nel dominio. In un determinato dominio può esistere un solo master infrastrutture.
Vedere anche: controller di dominio; replica multimaster; master operazioni
master iniziale
Cartella condivisa i cui file e cartelle esistenti vengono replicati in altre cartelle condivise al momento della configurazione iniziale della replica. Una volta completata la replica non è più disponibile un master iniziale, in quanto ogni replica può accettare modifiche e distribuirle alle altre repliche. Il master iniziale diventa quindi un’altra replica.
Vedere anche: cartella condivisa; cartella di replica; replica
master operazioni
Controller di dominio assegnato a uno o più ruoli speciali in un dominio Active Directory.
I controller di dominio a cui sono stati assegnati questi ruoli effettuano operazioni come singolo master, che non possono aver luogo in punti diversi della rete contemporaneamente. Esempi di queste operazioni includono l’allocazione degli identificatori di risorse, la modifica degli schemi, la scelta del PDC e determinate modifiche all’infrastruttura.
Il controller di dominio che controlla l’operazione in questione ne assume il ruolo principale. È possibile trasferire la proprietà di questi ruoli principali delle operazioni ad altri controller di dominio.
Vedere anche: Active Directory; controller di dominio; master per la denominazione dei domini; master infrastrutture; master schema
master per la denominazione dei domini
Controller di dominio assegnato al controllo di aggiunte o rimozioni di domini nell’insieme di strutture. Nell’insieme di strutture può essere disponibile un solo master per la denominazione dei domini.
Vedere anche: controller di dominio; insieme di strutture; replica multimaster; master operazioni; replica
master primario
Server DNS autorevole per una zona che può essere utilizzato come punto di aggiornamento della zona. Solo i master primari possono essere aggiornati direttamente per elaborare aggiornamenti della zona, che includono l’aggiunta, la rimozione o la modifica di record di risorse archiviati come dati di zona. I master primari vengono anche utilizzati come origini primarie per la replica della zona in altri server DNS.
Vedere anche: server DNS; replica; record di risorse (RR); master secondario; area
master RID
Controller di dominio assegnato all’allocazione di sequenze di ID relativi a ogni controller di dominio nel proprio dominio. Quando un controller di dominio crea un’identità di protezione, quale un oggetto utente, gruppo o computer, il controller di dominio assegna all’oggetto un ID di protezione univoco. L’ID di protezione è costituito da un ID di protezione del dominio identico per tutti gli ID di protezione creati in un determinato dominio e da un ID relativo univoco per ogni ID di protezione creato nel dominio. In un determinato dominio può esistere un solo master RID.
Vedere anche: controller di dominio; ID relativo (RID); ID di protezione (SID); identità di protezione
master schema
Controller di dominio assegnato al controllo di tutti gli aggiornamenti dello schema all’interno di un insieme di strutture. In un insieme di strutture può esistere un solo master schema alla volta.
Vedere anche: controller di dominio; insieme di strutture; schema
master secondario
Server DNS autorevole per una zona utilizzato come origine per la replica della zona verso altri server. Nei master secondari i dati di zona vengono aggiornati solo tramite il trasferimento dei dati di zona da altri server DNS. I master secondari non possono effettuare aggiornamenti di zona.
Vedere anche: autorevole; server DNS; server master; master primario; area; trasferimento di zona
MBR di protezione
Il primo settore di un disco GPT (GUID Partition Table) strutturato come il primo settore di un disco MBR (Master Boot Record) per impedire alle utilità disco x86 di distruggere le partizioni GPT. L’MBR di protezione contiene una partizione che riserva l’intero spazio utilizzato sul disco da partizioni GPT.
Vedere anche: interfaccia EFI; tabella di partizione GUID (GPT); record di avvio principale (MBR); x86
MD2
Un algoritmo hash che crea un valore hash a 128 bit, sviluppato da RSA Data Security, Inc.
Vedere anche: algoritmo hash
MD4
Un algoritmo hash che crea un valore hash a 128 bit, sviluppato da RSA Data Security, Inc.
Vedere anche: algoritmo hash
MD5
Schema di hashing standard industriale unidirezionale a 128 bit, sviluppato da RSA Data Security Inc. e utilizzato da diversi fornitori PPP (Point-to-Point Protocol) per l’autenticazione crittografata. Uno schema di hashing è un metodo di trasformazione dei dati, ad esempio una password, che fornisce un risultato univoco e non consente il ripristino della forma originale. Il protocollo di autenticazione CHAP utilizza un meccanismo di attesa/risposta con hashing MD5 unidirezionale nella risposta. In questo modo è possibile dimostrare al server di essere a conoscenza della password senza inviare effettivamente la password attraverso la rete.
Vedere anche: CHAP (Challenge Handshake Authentication Protocol); algoritmo hash; digest del messaggio
mediatore
Nell’ambito del controllo dei processi, un processo utilizzato per memorizzare le informazioni in fase di interruzione o avvio di un servizio.
memoria ad accesso casuale (RAM)
Memoria sulla quale un computer e altre periferiche possono scrivere dati o dalla quale possono leggere dati. Le informazioni archiviate nella RAM non sono più disponibili dopo la chiusura del computer.
Vedere anche: memoria virtuale
memoria di sola lettura (ROM)
Circuito a semiconduttori che contiene informazioni non modificabili.
memoria espansa
Tipo di memoria che può essere aggiunta a computer IBM compatibili. L’utilizzo di memoria espansa viene definito dalla specifica EMS (Expanded Memory Specification) che supporta le schede di memoria RAM da abilitare o disabilitare tramite software.
Vedere anche: memoria estesa
memoria estesa
Memoria superiore a un megabyte in computer 80286, 80386, 80486 e Pentium.
Vedere anche: memoria espansa
memoria non di paging
Tipo di memoria di cui non è possibile eseguire il paging su disco. Il paging è lo spostamento di parti della memoria non utilizzate di frequente di un programma dalla RAM a un altro supporto di archiviazione, in genere il disco rigido.
Vedere anche: file di paging
memoria virtuale
Spazio di archiviazione temporanea utilizzato da un computer per eseguire programmi che richiedono una quantità di memoria superiore a quella disponibile. Ad esempio, le applicazioni possono ottenere l’accesso a 4 gigabyte di memoria virtuale sul disco rigido del computer, anche se il sistema dispone di soli 32 megabyte di memoria RAM. I dati di programma che eccedono la capacità della memoria del computer vengono salvati in file di paging.
Vedere anche: memoria virtuale della stampante; file di paging; Dimensione memoria virtuale
memoria virtuale della stampante
In una stampante PostScript, parte della memoria dedicata all’archiviazione delle informazioni sui tipi di carattere. La memoria delle stampanti PostScript è divisa in due aree, ovvero memoria banded e memoria virtuale. La memoria banded contiene le informazioni relative alla grafica e al layout di pagina necessarie per la stampa dei documenti. La memoria virtuale contiene le informazioni sui tipi di carattere che vengono inviate alla stampante quando si stampa un documento o quando si trasferiscono i tipi di carattere.
Vedere anche: stampante PostScript; memoria virtuale
memorizzazione nella cache
Processo di archiviazione temporanea dei valori dei dati utilizzati di recente in un pool speciale della memoria per velocizzare gli accessi successivi. Per il sistema DNS, la capacità del server DNS di archiviare le informazioni acquisite sullo spazio dei nomi DNS durante la risoluzione delle query DNS. Ad esempio, il server DNS può memorizzare nella cache i record DNS ricevuti da altri server DNS. La cache è disponibile anche attraverso il servizio Client DNS in modo che i client DNS possano mantenere una cache di informazioni acquisite durante le query recenti.
Vedere anche: resolver cache; server DNS; DNS (Domain Name System)
menu di sistema
Menu che contiene i comandi disponibili per utilizzare una finestra o chiudere un programma. Per aprire il menu di sistema, fare clic sull’icona del programma a sinistra della barra del titolo.
messaggio
In Accodamento messaggi, unità di informazioni inviata tra computer che eseguono Accodamento messaggi. Il messaggio può contenere testo o dati binari, a seconda di quanto specificato dall’applicazione che effettua l’invio. Tutti i messaggi, inclusi i messaggi di stato, vengono archiviati nelle code su computer che eseguono Accodamento messaggi.
Vedere anche: Accodamento messaggi
messaggio di report
In Accodamento messaggi, messaggio che contiene informazioni sullo stato e viene inviato alle code di report nel computer di origine. Sono esempi di messaggi di report i messaggi di prova e i messaggi che tengono traccia della route.
Vedere anche: Accodamento messaggi; coda dei report
messaggio di riconoscimento
In Accodamento messaggi, classe di messaggio che indica l’avvenuta ricezione o l’avvenuto recupero di un messaggio da parte dell’applicazione di destinazione (riconoscimento affermativo) oppure che indica il verificarsi di un errore prima del recupero del messaggio originale (riconoscimento negativo). Tali messaggi vengono inviati alle code di amministrazione nel computer di origine.
Vedere anche: coda di amministrazione; Accodamento messaggi
messaggio di risposta
In Accodamento messaggi, messaggio inviato da un’applicazione ricevente alla coda di risposta specificata dall’applicazione che invia il messaggio. È possibile impostare qualsiasi coda disponibile come coda di risposta.
Vedere anche: Accodamento messaggi; coda di risposta; coda
messaggio espresso
In Accodamento messaggi, messaggio che utilizza minori risorse e risulta più veloce di un messaggio recuperabile. Poiché i messaggi espresso sono mappati in memoria, verranno persi in caso di errori nel computer in cui sono archiviati.
Vedere anche: messaggio recuperabile
messaggio recuperabile
In Accodamento messaggi, messaggio che è possibile recuperare indipendentemente dal computer nel quale si verifica un errore. Tale messaggio utilizza tuttavia più risorse e risulta più lento rispetto a un messaggio espresso.
Vedere anche: messaggio espresso; Accodamento messaggi
messaggio transazionale
In Accodamento messaggi, messaggio che è possibile inviare o ricevere soltanto dall’interno di una transazione. In caso di interruzione imprevista della transazione, per questo tipo di messaggio viene ripristinato lo stato precedente. Un messaggio transazionale viene rimosso da una coda soltanto se viene eseguito il commit della transazione. In caso contrario, rimarrà nella coda e sarà successivamente possibile leggerlo durante un’altra transazione.
Vedere anche: Accodamento messaggi; transazione; coda
metadati
Dati relativi ad altri dati. Il titolo, l’oggetto, l’autore e la dimensione di un file costituiscono ad esempio i metadati del file.
metrica
Numero utilizzato per indicare il costo di una route nella tabella di routing IP che consente la selezione della route migliore tra quelle possibili per la stessa destinazione.
MIB (Management Information Base)
Un set di oggetti che rappresenta diversi tipi di informazioni su una periferica, utilizzato dal protocollo SNMP (Simple Network Management Protocol) per gestire la periferica. Poiché vengono utilizzati tipi diversi di servizi di gestione di rete per tipi diversi di periferiche e protocolli, ciascun servizio dispone di un set specifico di oggetti.
Vedere anche: servizio; Simple Network Management Protocol (SNMP)
Microsoft Distributed Transaction Coordinator (MS DTC)
Strumento di gestione delle transazioni che coordina le transazioni che coinvolgono diversi gestori di risorse, ad esempio Accodamento messaggi e Microsoft SQL Server. MS DTC viene installato automaticamente durante l’installazione di Accodamento messaggi.
Vedere anche: Accodamento messaggi; transazione
Microsoft Management Console (MMC)
Infrastruttura per il coordinamento di strumenti di amministrazione denominati console. Una console può contenere strumenti, cartelle o altri contenitori, pagine Web e altri elementi amministrativi. Tali elementi vengono visualizzati nel riquadro sinistro della console, denominato struttura della console. La console include una o più finestre per la visualizzazione della struttura di console.
Nella finestra principale di MMC sono disponibili comandi e strumenti per la creazione e la modifica di console. Le funzioni di MMC per la creazione e modifica di console e la struttura stessa della console possono risultare nascoste quando una console è in modalità utente.
Vedere anche: struttura della console; snap-in
mirror
Uno dei due volumi che compongono un volume di mirroring. Ogni mirror di un volume di mirroring risiede su un disco diverso. Se un mirror diventa non disponibile, ad esempio a causa di errori del disco, è possibile utilizzare l’altro mirror per accedere ai dati del volume.
Vedere anche: tolleranza d’errore; volume con mirroring; volume
MNP4 (Microcom Networking Protocol Four)
Protocollo standard di comunicazione che consente ai modem di ritrasmettere automaticamente i dati danneggiati, garantendo un flusso di dati privo di errori. Gli standard MNP2 e MNP3 sono inclusi nel protocollo MNP4.
Vedere anche: MNP5 (Microcom Networking Protocol Five)
MNP5 (Microcom Networking Protocol Five)
Standard di compressione dei dati che consente ai modem di aumentare la velocità effettiva tramite la compressione dei dati prima della trasmissione. Si possono ottenere livelli di compressione dei dati fino al 50%. Il protocollo MNP5 talvolta espande i dati già compressi e in questi casi si ottengono prestazioni peggiori. Se si dispone di un modem MNP5, non attivare contemporaneamente la compressione modem e la compressione software. Per attivare la compressione MNP5, è necessario inoltre attivare il controllo degli errori MNP4.
Vedere anche: MNP4 (Microcom Networking Protocol Four)
modalità carattere
Modalità di visualizzazione che consente di visualizzare su schermo lettere, numeri e altri caratteri di testo, ma non immagini grafiche o formattazioni del testo, quali corsivo, apice e così via.
modalità compatibilità
Funzionalità di un computer o di un sistema operativo che consente di eseguire programmi scritti per un sistema diverso. In genere in modalità compatibilità l’esecuzione dei programmi risulta più lenta.
modalità di autenticazione HMAC
Meccanismo per l’autenticazione dei messaggi che utilizza funzioni hash crittografiche. È possibile utilizzare HMAC con qualsiasi funzione hash crittografica iterativa, ad esempio MD5 o SHA-1, in combinazione con una chiave segreta condivisa. Il livello di segretezza della crittografia HMAC dipende dalle proprietà della funzione hash sottostante.
Vedere anche: algoritmo hash; MD5; SHA-1 (Secure Hash Algorithm)
modalità filtro
Per il bilanciamento del carico di rete, metodo con cui il traffico di rete in ingresso in un cluster viene gestito dagli host all’interno del cluster. Il traffico può essere gestito da un solo server, essere sottoposto al bilanciamento del carico tra gli host all’interno del cluster o essere completamente disattivato.
Vedere anche: cluster; host; bilanciamento del carico
modalità grafica
Modalità di visualizzazione in cui le linee e i caratteri sullo schermo vengono disegnati pixel per pixel. In modalità grafica le immagini vengono visualizzate raggruppando singoli punti in forme, ad esempio la punta della freccia del puntatore del mouse. È inoltre possibile visualizzare in anteprima la formattazione di carattere, ad esempio il grassetto e il corsivo, come apparirà in stampa.
modalità hub
Modalità tramite la quale ARP/MARS fornisce indirizzi ATM ai client richiedenti sotto forma di un valore di elenco del server multicast (MCS). In questa modalità, ARP/MARS funge da server multicast e gestisce l’inoltro attivo di tutto il traffico multicast e broadcast destinato agli indirizzi IP contenuti all’interno degli intervalli specificati nell’elenco.
Vedere anche: Address Resolution Protocol (ARP); ATM (Asynchronous Transfer Mode); servizio MARS; server multicast (MCS); modalità non hub; Indirizzo IP
modalità nativa
Condizione per cui tutti i controller di dominio del dominio sono stati aggiornati a Windows 2000 e l’amministratore ha attivato la modalità nativa tramite Utenti e computer di Active Directory.
Vedere anche: Utenti e computer di Active Directory
modalità non hub
Modalità nella quale il servizio ARP/MARS ATM non inoltra il traffico multicast e broadcast per i client di gruppi multicast. In questa modalità il servizio restituisce un elenco dinamico degli host ATM registrati per l’indirizzo del gruppo multicast ai client richiedenti. I client utilizzano quindi tale elenco per avviare e stabilire le rispettive connessioni virtuali point-to-multipoint con ciascuno dei membri nell’elenco multicast.
Vedere anche: modalità hub; servizio MARS; server multicast (MCS)
modello dati Active Directory
Modello derivato dal modello dati LDAP. Nella directory sono presenti oggetti che rappresentano entità di vario tipo, descritte da attributi. Gli oggetti e le classi di oggetti che possono essere archiviati nella directory vengono definiti nello schema. Per ogni classe di oggetti, lo schema definisce gli attributi obbligatori di un’istanza della classe, gli eventuali attributi aggiuntivi e l’eventuale classe padre.
Vedere anche: Active Directory; attributo; LDAP (Lightweight Directory Access Protocol); schema
modello di certificato
Costrutto di Windows per la definizione di profili di certificati, specificandone formato e contenuto in base all’utilizzo previsto. Quando si richiede un certificato a un’Autorità di certificazione (CA) dell’organizzazione di Windows, i richiedenti potranno, a seconda dei relativi diritti di accesso, selezionare tra vari tipi di certificato basati sui modelli di certificato, ad esempio Utente e Firma codice.
Vedere anche: certificato; Autorità di certificazione (CA)
modello di riferimento OSI (Open Systems Interconnection)
Modello di rete introdotto da ISO (International Organization for Standardization) per promuovere l’interoperabilità tra prodotti diversi. OSI (Open Systems Interconnection) è un modello concettuale costituito da sette livelli, ovvero i livelli applicazione, presentazione, sessione, trasporto, rete, collegamento dati e fisico.
Vedere anche: TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol)
modem (modulatore/demodulatore)
Periferica che consente la trasmissione e ricezione di dati digitali tramite una linea telefonica. Il modem trasmittente converte i dati digitali del computer in segnali analogici che possono essere trasmessi su una linea telefonica. Il modem ricevente a sua volta converte i segnali analogici in dati digitali.
Vedere anche: compressione modem; cavo null modem; porta; API di telefonia (TAPI); in attesa di chiamata
modem via cavo
Periferica che consente di attivare una connessione a banda larga con Internet tramite l’infrastruttura della televisione via cavo. Le velocità di accesso possono essere molto diverse, fino a un massimo di 10 megabit al secondo (Mbps).
monitor risorse
Componente software del cluster che semplifica la comunicazione tra il cluster di server di un nodo e una o più risorse corrispondenti.
Vedere anche: risorsa; cluster di server
Mostra messaggi
Funzionalità che indica ai programmi di fornire indicazioni visive, quali didascalie oppure icone informative, oltre ai normali segnali acustici.
motivo del desktop
Disegno visualizzato nell’area del desktop. È possibile creare un motivo personalizzato oppure selezionare uno dei motivi forniti con Windows.
Vedere anche: desktop
MPPE (Microsoft Point-to-Point Encryption)
Algoritmo di crittografia con chiave a 128 bit o a 40 bit che utilizza RSA RC4. L’algoritmo MPPE fornisce un servizio di confidenzialità del pacchetto tra il client di accesso remoto e il server di accesso remoto o il server per il tunnel e risulta utile nei casi in cui la protezione IP (IPSec) non è disponibile. Le chiavi MPPE a 40 bit vengono utilizzate per soddisfare le attuali limitazioni all’esportazione vigenti in America del nord. L’algoritmo MPPE è compatibile con NAT (Network Address Translation).
Vedere anche: server di tunnel; server di accesso remoto
MS-DOS (Microsoft Disk Operating System)
Sistema operativo eseguito in tutti i personal computer e sistemi compatibili. Allo stesso modo di altri sistemi operativi, ad esempio OS/2, converte l’input da tastiera dell’utente in operazioni eseguibili dal computer. È possibile accedere a MS-DOS semplicemente utilizzando il prompt dei comandi, mentre è possibile accedere ai programmi per MS-DOS tramite collegamenti sul desktop.
Vedere anche: finestra del prompt dei comandi; programma per MS-DOS; OS/2
multicast
Traffico di rete destinato a un gruppo di host che appartengono a un gruppo multicast.
multicasting
Processo di invio simultaneo di un messaggio a più destinazioni su una rete.
multicasting IP
Estensione della tecnologia multicasting per rete LAN a una rete TCP/IP. Gli host inviano e ricevono datagrammi multicast, nei cui campi di destinazione vengono specificati indirizzi di gruppo host IP anziché indirizzi IP individuali. L’appartenenza a un gruppo da parte di un host viene indicata tramite il protocollo IGMP (Internet Group Management Protocol).







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