Pubblicità: in calo i media tradizionali, cresce il web

Posted on 3rd agosto 2011 in Articoli

Gli investimenti nel settore continuano a ristagnare. Cresce soltanto la raccolta pubblicitaria su internet (+18%), mentre i quotidiani sono in calo (-3%),
e i periodici scendono al -2,5%. Drammatica la situazione per radio, cinema e affissioni (-7%). Anche la tv scende dell’1,5%. In calo anche le tlc telefoniche.

pubblicità web Pubblicità: in calo i media tradizionali, cresce il webLa contrazione degli investimenti di questi di settori fondamentali per il mercato pubblicitario comporta un calo dell’adv del 2,8% rispetto al 2010 lasciando la raccolta complessiva tra gennaio e maggio a poco più di 3,8 miliardi di euro. A livello di mezzi – segnala Nielsen nella sua indagine periodica – i cali più consistenti si sono registrati sul cinema, la tv tradizionale e la stampa (in particolare free press). In calo anche la radio, mentre Internet e le piattaforme digitali (satellite e Dtt) registrano risultati positivi. Su internet, infatti, gli investimenti superando i 230 milioni di euro senza considerare il search, continuano a crescere a doppia cifra (+15,6%) rispetto al 2010. Un elemento che fa ben sperare per la restante parte dell’anno – sottolinea l’istituto di ricerca – è che, a differenza del 2009, la diminuzione dell’advertising rimane circoscritta ad alcuni settori (alimentari, telecomunicazioni e finanza/assicurazioni). Tra i settori trainanti del mercato nei primi cinque mesi si registrano crescite nel caso di automobili (+6,5%), media/editoria (+2,5%), cura persona (+11,0%) farmaceutici/sanitari (+11,9%) o cali molto più contenuti per abbigliamento
(-0,3%) e distribuzione (-4,7%).

La crisi non risparmia gli investimenti pubblicitari che nei primi sei mesi del 2011 sono fermi. Lo ha dichiarato il presidente dell’Upa, utenti pubblicità associati, Lorenzo Sassoli de Bianchi, nel corso della conferenza stampa che ha preceduto l’assemblea 2011.

Gli investimenti, ha detto Sassoli, “sono al palo” tanto che “una crescita zero a fine anno sarebbe un successo”. “Il mercato è piatto – ha spiegato il presidente dell’Upa – anzi, a fine aprile è addirittura in calo”. A frenare la pubblicità, secondo il presidente Upa è “la stagnazione dell’economia, che sta frenando i consumi”.

L’unico settore che a tenere in quanto ad investimenti pubblicitari è quello di internet, su cui per la fine dell’anno gli investimenti dovrebbero salire del 18%, compensando in buona parte il calo degli altri comparti. Ma internet si può definire a tutti gli effetti una mosca bianca viste le previsioni negative praticamente in tutti i media.

Flessione prevista per fine anno per radio, cinema e affissioni che calano del 7%, ma anche per quotidiani (-3%) e periodici (-2,5%) e per le televisioni che, comunque, nonostante un calo stimato dell’ 1,5% mantiene saldamente il primato degli investimenti pubblicitari.

Infatti sempre secondo le stime di Upa, complessivamente gli investimenti pubblicitari nel 2011 dovrebbero ammontare a poco meno di 9,3 miliardi di euro. La televisione dovrebbe raccogliere poco più di 4,8 miliardi di euro, seguita dai quotidiani con 1,2 miliardi e subito dopo da Internet, con 1,1 miliardi. Seguono i periodici, con 875 milioni e poi l’outdoor e la radio, rispettivamente con 588 e 554 milioni. Fanalino di coda il cinema , con 58 milioni. “Sul fronte internet – ha spiegato il numero uno di Upa – ci stiamo allineando all’Europa, quest’anno è in flessione il settore delle tlc con rallentamenti per Vodafone, Telecom e Wind”.

Per quanto i settori merceologici, “tiene l’alimentare, molto bene la cura e il benessere, è stabile il settore auto – ha aggiunto Sassoli de Bianchi – perché le aziende investono solo una piccola parte del fatturato. Banche, assicurazioni e servizi finanziari sono da anni in calo e conermano il trend”.

comments: 0 » tags:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Comment

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>