Gli sgravi fiscali da sfoltire valgono oltre 160 miliardi di euro
Ammontano a 476 le agevolazioni fiscali da sfoltire in vista della presentazione della delega per la riforma fiscale, per un valore totale di 161,5 miliardi. Il dato, secondo quanto riporta Radiocor, emerge dal rapporto finale del tavolo sull’erosione fiscale guidato da Vieri Cerianie voluto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che ha stilato anche un elenco di 11 possibili criteri per ridurre.
Al top le agevolazioni per famiglie e lavoro
A fare la parte del leone tra le «disposizioni vigenti recanti esenzioni o riduzioni del prelievo obbligatorio» sono quelle destinate alle persone fisiche che valgono in totale 103,5 miliardi. Tra queste sono classificate quelle “per la casa” con un valore di 9,2 miliardi, “per la famiglia” stimate in 21,5 miliardi, “per lavoro e pensioni” con 56,8 miliardi, “erogazioni liberali e terzo settore” con 135 milioni, “altre agevolazioni per le persone fisiche” con 15,9 miliardi.
I criteri per “sfoltire”
Quanto ai criteri di classificazione, il tavolo ne ha stilati 11. Tra gli altri, si parte dalla misura che eviti doppie imposizioni (detrazione in Irpef assegni al coniuge, crediti d’imposta e/o esenzioni su redditi di capitale già tassati alla fonte); alla misura che garantisce la compatibilità con l’ordinamento comunitario (esenzioni o riduzioni di aliquote in materia di accise previste dalle Direttive, misure che rendono il sistema compatibile con i principi comunitari); alla misura che garantisce il rispetto di principi di rilevanza costituzionale (in particolare, uguaglianza di trattamento, conformità alla capacità contributiva, progressività. esempio: detrazioni per familiari a carico, per riconoscimento forfettario di costi di produzione del reddito).
Tra gli altri otto criteri si spazia dalla misura finalizzata a interventi di welfare, alle misure Irpef rivolte all’individuo in campo previdenziale, sanitario, assistenziale e dell’istruzione, sostituibili con interventi di spesa; alla misura volta a garantire la concorrenzialità rispetto a paesi terzi, alla misura volta a favorire l’emersione degli imponibili e alla misura volta alla tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale.
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