Rc Auto e aliquota dell’imposta

Posted on 10th giugno 2011 in Economia

E’ in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto con il quale sono disciplinate le modalita’ di pubblicazione delle deliberazioni di variazione dell’aliquota in aumento o in diminuzione dell’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilita’ civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori (imposta Rca).

rc auto Rc Auto e aliquota dellimpostaE’ quanto comunica il dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia che ricorda come il decreto si applichi alle province delle Regioni a statuto ordinario.

Il decreto prevede che la pubblicazione delle deliberazioni della giunta provinciale sia effettuata sul sito www.finanze.gov.it e fissa le regole da seguire per il corretto invio delle deliberazione da parte delle province.

Le variazioni viaggiano via e-mail

Le Province devono inviare tramite Pec, al dipartimento delle Finanze, le delibere con le nuove percentuali
Gli enti provinciali possono, con delibera della Giunta, apportare variazioni all’aliquota dell’imposta sulle polizze Rc auto, stipulate a copertura della responsabilità civile sui danni provocati dai veicoli a motore, esclusi i ciclomotori.
Con il decreto 3 giugno 2011 del ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di mercoledì 8 giugno, sono illustrate le modalità per la spedizione al Mef delle delibere che aggiornano la percentuale di tassazione.
Come specificato nel decreto legislativo n. 68 del 2011 sull’autonomia di entrata degli enti locali, l’ultimo arrivato dei provvedimenti emessi dal Governo nell’ambito della delega sul federalismo fiscale, le Province sono destinatarie del gettito dell’imposta sulle polizze Rc auto.
Il tributo spetta alle Province nelle quali hanno sede i Pubblici registri automobilistici (Pra) presso cui i veicoli coperti dalla polizza sono iscritti o, nel caso delle macchine agricole, alle Province di residenza dell’intestatario della carta di circolazione. Sono esclusi i ciclomotori in quanto non soggetti all’iscrizione presso i Pra.
L’aliquota dell’imposta è fissata, per tutto il territorio nazionale, al 12,5%. Le Province destinatarie del gettito possono variarla, in aumento o in diminuzione, in misura percentuale non superiore al 3,5. Le deliberazioni con cui le Province modificano l’aliquota devono essere pubblicate sul sito del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia a cura della direzione Federalismo fiscale.
Gli enti locali devono inviare la delibera utilizzando lo schema allegato al decreto del 3 giugno e con la relativa attestazione di conformità all’originale, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dff.delibererca@pce.finanze.it. In alternativa, per le Province che ancora non hanno la posta certificata, è attivata una casella e-mail tradizionale all’indirizzo df.dff.delibererca@finanze.it, dove sarà possibile inviare le delibere fino al 30 giugno 2012. Lo schema da allegare alla mail deve essere in formato immagine Jpeg, non a colori, e le dimensioni massime non possono superare i 400 kbyte.
L’invio del messaggio di posta elettronica, sia certificata che tradizionale, deve riportare nell’oggetto il nome della provincia, l’anno di imposta e la frase “imposta RCA“.

L’aliquota nazionale – L’aliquota dell’imposta è fissata, per tutto il territorio nazionale, al 12,5%. Le Province destinatarie del gettito possono variarla, in aumento o in diminuzione, in misura percentuale non superiore al 3,5. Le deliberazioni con cui le Province modificano l’aliquota devono essere pubblicate sul sito del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia a cura della direzione Federalismo fiscale.

Comunicazione delle variazioni delle province – Gli enti locali devono inviare la delibera utilizzando lo schema allegato al decreto del 3 giugno e con la relativa attestazione di conformità all’originale, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dff.delibererca@pce.finanze.it. In alternativa, per le Province che ancora non hanno la posta certificata, è attivata una casella e-mail tradizionale all’indirizzo df.dff.delibererca@finanze.it, dove sarà possibile inviare le delibere fino al 30 giugno 2012. L’invio del messaggio di posta elettronica, sia certificata che tradizionale, deve riportare nell’oggetto il nome della provincia, l’anno di imposta e la frase “imposta RCA”.

A Bologna arrivano gli aumenti. Rincari federalisti?

Era solo una questione di tempo, e alla fine la stangata annunciata è diventata realtà. Il decreto sul fisco regionale, che permette alle Province di ritoccare la tassazione applicata alla rc auto, è stato appena applicato a Bologna, scatenando le ire dei consumatori emiliani. Nel capoluogo felsineo il consiglio provinciale ha approvato la delibera che sancisce un aumento del 3,5% dell’imposta rc auto. Un provvedimento che è stato giustificato con la necessità di reperire i quasi 5 milioni di euro necessari in seguito alle minori entrate dai provvedimenti governativi e per anticipare la messa a norma e in sicurezza degli edifici scolastici.

Fino a oggi il premio assicurativo da pagare obbligatoriamente prevedeva una tassazione del 12,5%, che gli automobilisti versavano direttamente alle società assicuratrici come sostituto d’imposta. Le associazioni dei consumatori si erano più volte scagliate contro questa tassa, chiedendo allo stato un intervento contro il caro rc auto che prevedesse anche la riduzione di questa imposta. Per tutta risposta, l’intervento governativo è andato nella direzione opposta.

Con l’approvazione del decreto sul fisco regionale, il prelievo fiscale sulle assicurazioni è passato dall’amministrazione centrale alle Province, e presto tutti gli automobilisti dovranno versare il dovuto direttamente all’ente locale attraverso i moduli dell’Agenzia delle Entrate.

A parte la lungaggine burocratica dei versamenti, il vero problema del fisco federalista è un altro: le Province guadagnano la possibilità di rivedere le aliquote sull’assicurazione. Se la tassazione del 12,5% era uguale in tutta Italia, adesso ogni ente può ritoccare verso l’alto o verso il basso questa cifra, con modifiche fino al 3,5%.

Gli esempi di Bologna e di altre città tra cui Benevento, dimostrano come sia più probabile che questa aliquota vada verso il 16%, con buona pace degli automobilisti già sottoposti a rincari record dei costi assicurativi.

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