In finanza e in economia internazionale si definisce come tasso di cambio nominale e reale.
Tasso di cambio nominale
Il valore di 1 unità di una valuta in termini di un’altra valuta, ovvero il tasso al quale è possibile effettuare il cambio di un determinato ammontare di una valuta nell’ammontare equivalente di un’altra valuta. Nella notazione normalmente utilizzata in Italia – quella del cosiddetto cambio certo per incerto (differente rispetto a quella utilizzata nei paesi anglosassoni, dove viene usato il cosiddetto cambioincerto per certo) – il tasso di cambio nominale di una valuta nazionale (cambio valuta nazionale/valuta estera) è il prezzo in valuta estera di 1 unita di valuta nazionale.
Un esempio può essere fatto utilizzando il cambio dell’euro rispetto al dollaro statunitense (cambio euro/dollaro): se, per ipotesi, il tasso di cambio nominale dell’euro rispetto al dollaro passasse – in un determinato periodo – da 0,85 a 1,00 (parità col dollaro) e poi ad 1,15 avremmo che, inizialmente, per “comprare”, ad esempio, mille dollari sarebbe necessario pagare circa 869 euro, mentre al raggiungimento della parità, per “acquistare” gli stessi mille dollari basterebbero mille euro e, quando infine il cambio euro/dollaro fosse pari ad 1.15, mille dollari “costerebbero” circa 1176 euro.
Mantenendo gli stessi rapporti di cambio e usando però la notazione anglosassone, avrei che il cambio dollaro/euro sarebbe pari a 1,176 nel primo caso, 1 nel secondo e 0,869 nel terzo.
Tasso di cambio reale
Il tasso al quale è possibile acquistare beni o servizi prodotti in un paese in termini di beni o servizi di un diverso paese.